The paper studies the rhetorics of the continental identities. It shows that the mythical original kinship in some cases generated bonds of solidarity between peoples occupying specific geographical areas, while in other cases it was used to justify imperialist claims. It also shows that the boundaries between the continents are represented, depending on whether the point of view is defensive or aggressive, either as aspects of a natural 'architecture' that must be preserved, or as obstacles to overcome for the love of knowledge that wants to explore the unknown, for the domestication of the wild or for the spread of civilization.

L’articolo studia le retoriche cui sono state sottoposte le identità rappresentate dai continenti. Viene mostrato così che la mitica parentela originaria ha dato luogo ora ad un legame di solidarietà tra i popoli che occupano l’una o l’altra zona geografica, ora ad una giustificazione delle pretese imperialistiche di un popolo su un altro. Si mostra altresì che i confini tra i continenti vengono presentati, a seconda del punto di vista difensivo o aggressivo da cui se ne parla, ora come segni di una ‘architettura’ naturale di cui si pretende il rispetto, ora come ostacoli da superare in nome dell’amore della conoscenza che vuole esplorare l’ignoto o dell’addomesticamento di ciò che è selvaggio o della diffusione della civiltà.

COZZO A. (2019). Costruzioni discorsive sull’Europa e sui rapporti tra continenti nell’antichità greca. In A. Camerotto, F. Pontani (a cura di), Utopia (Europa). Ovvero del diventare cittadini europei. (pp. 73-86). Milano : Mimesis.

Costruzioni discorsive sull’Europa e sui rapporti tra continenti nell’antichità greca

COZZO, Andrea
2019-01-01

Abstract

L’articolo studia le retoriche cui sono state sottoposte le identità rappresentate dai continenti. Viene mostrato così che la mitica parentela originaria ha dato luogo ora ad un legame di solidarietà tra i popoli che occupano l’una o l’altra zona geografica, ora ad una giustificazione delle pretese imperialistiche di un popolo su un altro. Si mostra altresì che i confini tra i continenti vengono presentati, a seconda del punto di vista difensivo o aggressivo da cui se ne parla, ora come segni di una ‘architettura’ naturale di cui si pretende il rispetto, ora come ostacoli da superare in nome dell’amore della conoscenza che vuole esplorare l’ignoto o dell’addomesticamento di ciò che è selvaggio o della diffusione della civiltà.
COZZO A. (2019). Costruzioni discorsive sull’Europa e sui rapporti tra continenti nell’antichità greca. In A. Camerotto, F. Pontani (a cura di), Utopia (Europa). Ovvero del diventare cittadini europei. (pp. 73-86). Milano : Mimesis.
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