Within the studies dedicated to the history of the classical tradition, not every feasible field of research has completely been explored. A topic scarcely attented to by now is the scenery of operas staging the Graeco-Roman world. Among the operas with a classical setting composed during the 19th century, one of the major successes, albeit nearly forgotten today, was Jone by Errico Petrella (1813-1877). The libretto of this opera (performed for the first time in Milan, at La Scala theater, in 1858) had been drawn from the celebrated novel The Last Days of Pompeii by Edward Bulwer-Lytton (1834). Unfortunately, the scene-sketches and the costume-designs of the many settings of Jone staged in the last decades of the 19th century are for the most part lost today. But luckily we have the costume-designs of the premiere in 1858 and all the scene-sketches of a second La Scala setting in 1861. From this material we can deduce that, in line with the practice of contemporary stage painters, the artists in charge of the visual look of the shows did not aim much at creating a historically reliable setting, because their work was basically orientated to the pursuit of a good theatre effect. The stage painters contented themselves with evoking a mannered antiquity, which could not however exclude the reproduction of real ancient buildings, even if this was seldom proper and pertaining to the performed action. Among the drawings of 1861 Jone, albeit fancy to a great extent, we can at least pick out a sketch indicating that its author, the stage painter Carlo Ferrario, took care to re-create a real Pompeian setting.

All'interno degli studi dedicati alla storia della tradizione classica, non tutti i possibili campi di ricerca sono stati completamente esplorati. Un argomento scarsamente messo in evidenza è lo scenario delle opere che mettono in scena il mondo greco-romano. Tra le opere di ambientazione classica composte nel corso del XIX secolo, uno dei maggiori successi, anche se oggi quasi dimenticato, fu Jone di Errico Petrella (1813-1877). Il libretto di quest'opera (eseguita per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, nel 1858) era stato tratto dal celebre romanzo The Last Days of Pompeii di Edward Bulwer-Lytton (1834).

Rambaldi S (2019). Pompei all'opera: iconografie romane nella Jone di Errico Petrella. MARE INTERNUM, 11, 147-163.

Pompei all'opera: iconografie romane nella Jone di Errico Petrella

Rambaldi S
2019-01-01

Abstract

All'interno degli studi dedicati alla storia della tradizione classica, non tutti i possibili campi di ricerca sono stati completamente esplorati. Un argomento scarsamente messo in evidenza è lo scenario delle opere che mettono in scena il mondo greco-romano. Tra le opere di ambientazione classica composte nel corso del XIX secolo, uno dei maggiori successi, anche se oggi quasi dimenticato, fu Jone di Errico Petrella (1813-1877). Il libretto di quest'opera (eseguita per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, nel 1858) era stato tratto dal celebre romanzo The Last Days of Pompeii di Edward Bulwer-Lytton (1834).
2019
Settore L-ANT/07 - Archeologia Classica
Rambaldi S (2019). Pompei all'opera: iconografie romane nella Jone di Errico Petrella. MARE INTERNUM, 11, 147-163.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Rambaldi_Mare_Internum_2019.pdf

Solo gestori archvio

Descrizione: Articolo in rivista
Tipologia: Versione Editoriale
Dimensione 3.17 MB
Formato Adobe PDF
3.17 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/366205
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact