Partendo dall’analisi di un mito sulle origini del fuoco degli indiani ayoreo del Chaco paraguaiano, l’articolo esplora i meccanismi di costruzione dell’identità guerriera dei gruppi amerindiani. Secondo la prospettiva disegnata da Claude Lévi-Strauss, la guerra non è vista soltanto in maniera negativa, ma come un meccanismo di riproduzione della struttura sociale. Miti e riti mostrano che non si tratta tanto di distruggere l’altro quanto di incorporarne i tratti identitari. In particolare, l’articolo ha permesso di precisare l’esistenza, anche tra i gruppi di nemici più agguerriti, da un lato del “legame incosciente dello scambio”, dall’altro di rapporti permanenti con le entità non umane che popolano l’immaginario collettivo delle popolazioni amazzoniche e delle basse terre sudamericane. Lo studio del trattamento simbolico riservato dagli ayoreo ai capelli e alla testa dei nemici uccisi in battaglia, oltre che di se stessi, ha consentito infine di conseguire risultati interessanti attraverso la comparazione con le culture archeologiche andine (per esempio quella di peruviana di Nasca) e con le popolazioni dell’antico mondo mediterraneo.

D'ONOFRIO, S. (2006). Guerrier par les cheveux. In S. D'ONOFRIO ET A-C. TAYLOR, EDS (a cura di), Cahiers d'anthropologie sociale (2), La guerre en tete (pp. 117-138). PARIS : Éditions de l’Herne.

Guerrier par les cheveux

D'ONOFRIO, Salvatore
2006

Abstract

Partendo dall’analisi di un mito sulle origini del fuoco degli indiani ayoreo del Chaco paraguaiano, l’articolo esplora i meccanismi di costruzione dell’identità guerriera dei gruppi amerindiani. Secondo la prospettiva disegnata da Claude Lévi-Strauss, la guerra non è vista soltanto in maniera negativa, ma come un meccanismo di riproduzione della struttura sociale. Miti e riti mostrano che non si tratta tanto di distruggere l’altro quanto di incorporarne i tratti identitari. In particolare, l’articolo ha permesso di precisare l’esistenza, anche tra i gruppi di nemici più agguerriti, da un lato del “legame incosciente dello scambio”, dall’altro di rapporti permanenti con le entità non umane che popolano l’immaginario collettivo delle popolazioni amazzoniche e delle basse terre sudamericane. Lo studio del trattamento simbolico riservato dagli ayoreo ai capelli e alla testa dei nemici uccisi in battaglia, oltre che di se stessi, ha consentito infine di conseguire risultati interessanti attraverso la comparazione con le culture archeologiche andine (per esempio quella di peruviana di Nasca) e con le popolazioni dell’antico mondo mediterraneo.
D'ONOFRIO, S. (2006). Guerrier par les cheveux. In S. D'ONOFRIO ET A-C. TAYLOR, EDS (a cura di), Cahiers d'anthropologie sociale (2), La guerre en tete (pp. 117-138). PARIS : Éditions de l’Herne.
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