Riciclo e Resilienza sono due fra le principali parole-chiave che hanno attraversato il rapporto fra architettura e città degli ultimi quarant'anni. Facendo riferimento ad alcuni esempi prodotti nel periodo, il saggio coglie il loro diverso ruolo euristico e statuto estetico ponendoli in rapporto alla trasformazione della nozione di ecologia. Evolvendo attraverso posizioni tardo darwiniste, l'integrazione delle dimensioni economica, geografica, tecnica e sociale nella nozione di ecologia operata da Banham, fino alla più recente appropriazione della nozione di capacità di ricostruirsi dopo un trauma, si chiariscono le fonti e i fondamenti concettuali che guidano questi due motori recenti dell’architettura. Uno degli obiettivi della ricerca è mostrare che non si tratta di un concetto iniziale che viene trasformato in quello successivo, ma che Riciclo e Resilienza si riferiscono a due quadri paralleli e indipendenti. In un’epoca in cui il futuro non è più un tempo di proiezione, o di progresso - né di protezione - immaginario, e in cui ogni avvenire si presentifica indefinitamente, l'ennesima trasformazione dell'ecologia arriva a sostegno dell'architettura, chiamata a prendere la misura della portata filosofica e ontologica di cambiamenti globali senza precedenti. Mentre la sostenibilità si associa sempre di più alla questione della durata, l'architettura concepisce un nuovo progetto, basato su un modello che parte dall'impossibilità di declinarsi per opposizioni binarie, descrivendo meglio per questo la nostra condizione contemporanea. Avendo ormai compiuto la sua piena integrazione in regimi economici circolari e del tutto risposto alle esigenze delle ciclicità, l'architettura può adesso trarre beneficio anche dalla dissoluzione dell'evento incongruo in una continuità che non è né ideale né teleologica, ma neutra. Non più chiamata a lottare contro il cataclisma, o a contenerlo, l’architettura può ora orientarsi al nuovo obiettivo di una pluralità di disposizioni mutanti, liberandosi in ultimo anche della ricerca millenaria dell'equilibrio e, forse, della forma.

Tesoriere, Z. (2018). Recyclage et Résilience. La fin des oppositions. In D. Rouillard (a cura di), Permanence, Effacement, Disparition_ Politique des infrastructures (pp. 169-180). Ginevra : Metis Presses.

Recyclage et Résilience. La fin des oppositions

Tesoriere, Zeila
2018-01-01

Abstract

Riciclo e Resilienza sono due fra le principali parole-chiave che hanno attraversato il rapporto fra architettura e città degli ultimi quarant'anni. Facendo riferimento ad alcuni esempi prodotti nel periodo, il saggio coglie il loro diverso ruolo euristico e statuto estetico ponendoli in rapporto alla trasformazione della nozione di ecologia. Evolvendo attraverso posizioni tardo darwiniste, l'integrazione delle dimensioni economica, geografica, tecnica e sociale nella nozione di ecologia operata da Banham, fino alla più recente appropriazione della nozione di capacità di ricostruirsi dopo un trauma, si chiariscono le fonti e i fondamenti concettuali che guidano questi due motori recenti dell’architettura. Uno degli obiettivi della ricerca è mostrare che non si tratta di un concetto iniziale che viene trasformato in quello successivo, ma che Riciclo e Resilienza si riferiscono a due quadri paralleli e indipendenti. In un’epoca in cui il futuro non è più un tempo di proiezione, o di progresso - né di protezione - immaginario, e in cui ogni avvenire si presentifica indefinitamente, l'ennesima trasformazione dell'ecologia arriva a sostegno dell'architettura, chiamata a prendere la misura della portata filosofica e ontologica di cambiamenti globali senza precedenti. Mentre la sostenibilità si associa sempre di più alla questione della durata, l'architettura concepisce un nuovo progetto, basato su un modello che parte dall'impossibilità di declinarsi per opposizioni binarie, descrivendo meglio per questo la nostra condizione contemporanea. Avendo ormai compiuto la sua piena integrazione in regimi economici circolari e del tutto risposto alle esigenze delle ciclicità, l'architettura può adesso trarre beneficio anche dalla dissoluzione dell'evento incongruo in una continuità che non è né ideale né teleologica, ma neutra. Non più chiamata a lottare contro il cataclisma, o a contenerlo, l’architettura può ora orientarsi al nuovo obiettivo di una pluralità di disposizioni mutanti, liberandosi in ultimo anche della ricerca millenaria dell'equilibrio e, forse, della forma.
2018
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
Tesoriere, Z. (2018). Recyclage et Résilience. La fin des oppositions. In D. Rouillard (a cura di), Permanence, Effacement, Disparition_ Politique des infrastructures (pp. 169-180). Ginevra : Metis Presses.
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