L’immagine del Mediterraneo come luogo di migrazioni, incontri e attraversamenti culturali pluridirezionali è nelle parole di Ferdinand Braudel quando lo definisce «non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre». Ma la complessità “disegnata” da Braudel si mostra ancora più intricata quando si guarda alla lingua con le sue forti dinamiche variabili. Come ha più volte osservato Giovanni Ruffino, per il linguista può essere utile adottare la formula «lingue circolari/lingue marginali» o, ancora meglio, la formula «correnti marginali e correnti circolari di lingua e cultura», per riferirsi a una molteplicità di condizioni linguistico-culturali che si sono manifestate nel bacino del Mediterraneo sin dall’antichità. Da un lato i rapporti tra latino, greco e dialetti berberi poi arabizzati; dall’altro i rapporti tra questi e l’italiano (con i suoi dialetti), lo spagnolo, il catalano, il francese, le lingue dell’area balcanica. Una molteplicità di attraversamenti pluridirezionali con diverse direttrici, diverse altezze cronologiche, diverse implicazioni areali: movimenti da nord a sud (come nel caso della conquista normanna); movimenti da sud verso nord e poi da nord verso sud (come nel caso dei percorsi dal latino all’afro-berbero e da questo al Mozarabico della Penisola iberica che diventa il filtro di numerosi approdi siciliani). Ma non mancano casi di movimenti linguistici pluridirezionali, con irradiazioni multiple e diffusioni e sedimentazioni circolari. Il Contributo presenta i percorsi geolinguistici di alcune parole dell’ambito agricolo e alimentare che, a partire dal mondo arabo, si sono diffuse, attraverso la Sicilia, nell’intero bacino del Mediterraneo e nell’Europa meridionale. In ciò mostrando come il Mediterraneo resti, anche retrospettivamente, un grande laboratorio di multiculturalità, uno straordinario crocevia di flussi culturali la cui straodinaria complessità è svelata anche da numerose “parole migranti” che abbracciano gli ambiti i più disparati: dall’alimentzione all’agricoltura e alle tecniche irrigue, dalla fitonimia alle culture arboree.

Roberto Sottile (2017). Arabismi di ambito agricolo e alimentare in Sicilia e nel Mediterraneo. In C.A. Vitti, J.A. Tamburri (a cura di), The Mediterranean Dreamed and Lived by Insiders and Outsiders (pp. 169-185). New York : Bordighera Press.

Arabismi di ambito agricolo e alimentare in Sicilia e nel Mediterraneo

Sottile, R.
2017-01-01

Abstract

L’immagine del Mediterraneo come luogo di migrazioni, incontri e attraversamenti culturali pluridirezionali è nelle parole di Ferdinand Braudel quando lo definisce «non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre». Ma la complessità “disegnata” da Braudel si mostra ancora più intricata quando si guarda alla lingua con le sue forti dinamiche variabili. Come ha più volte osservato Giovanni Ruffino, per il linguista può essere utile adottare la formula «lingue circolari/lingue marginali» o, ancora meglio, la formula «correnti marginali e correnti circolari di lingua e cultura», per riferirsi a una molteplicità di condizioni linguistico-culturali che si sono manifestate nel bacino del Mediterraneo sin dall’antichità. Da un lato i rapporti tra latino, greco e dialetti berberi poi arabizzati; dall’altro i rapporti tra questi e l’italiano (con i suoi dialetti), lo spagnolo, il catalano, il francese, le lingue dell’area balcanica. Una molteplicità di attraversamenti pluridirezionali con diverse direttrici, diverse altezze cronologiche, diverse implicazioni areali: movimenti da nord a sud (come nel caso della conquista normanna); movimenti da sud verso nord e poi da nord verso sud (come nel caso dei percorsi dal latino all’afro-berbero e da questo al Mozarabico della Penisola iberica che diventa il filtro di numerosi approdi siciliani). Ma non mancano casi di movimenti linguistici pluridirezionali, con irradiazioni multiple e diffusioni e sedimentazioni circolari. Il Contributo presenta i percorsi geolinguistici di alcune parole dell’ambito agricolo e alimentare che, a partire dal mondo arabo, si sono diffuse, attraverso la Sicilia, nell’intero bacino del Mediterraneo e nell’Europa meridionale. In ciò mostrando come il Mediterraneo resti, anche retrospettivamente, un grande laboratorio di multiculturalità, uno straordinario crocevia di flussi culturali la cui straodinaria complessità è svelata anche da numerose “parole migranti” che abbracciano gli ambiti i più disparati: dall’alimentzione all’agricoltura e alle tecniche irrigue, dalla fitonimia alle culture arboree.
Settore L-FIL-LET/12 - Linguistica Italiana
Roberto Sottile (2017). Arabismi di ambito agricolo e alimentare in Sicilia e nel Mediterraneo. In C.A. Vitti, J.A. Tamburri (a cura di), The Mediterranean Dreamed and Lived by Insiders and Outsiders (pp. 169-185). New York : Bordighera Press.
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