Among the many manifestations of the relationship between architecture and nature, a particularly significant case study is that of volcanic territories, both in terms of their implications for aesthetic research and visual considerations, and for the construction and material composition of the buildings realized out in these contexts. The fascination aroused by volcanic eruptions throughout the centuries certainly contributed to the persistence of myths and the development of a collective imaginary, resulting in the construction of local identities that are deep-rooted in the strong character of the territory itself, with significant effects in the architectural sphere as well. On the other hand, the availability of a wide range of volcanic materials (basalt, different kinds and colors of lava, pumice and sands) offered specific opportunities for architecture and construction in general. The aim of this article is to analyze architectural works built in the area of Etna during the early modern period by weaving together data drawn from archival and iconographical sources and the direct observation of select architectural case studies. The focus is on conditioning and opportunities coming from their setting "in the shadow of the volcano”. Attention is paid above all to the great symbolic “investments” (cathedrals, mother churches, government and aristocratic palaces), that is, the most demanding buildings in size and with the highest expectations of resistance and durability.

Tra le molteplici declinazioni che investono il rapporto architettura natura un caso particolarmente pregnante è quello dei contesti vulcanici, tanto per le implicazioni che riguardano la ricerca estetica e gli aspetti visivi, quanto la costruzione e la composizione materica degli edifici realizzati in tali contesti. La fascinazione suscitata dalle eruzioni vulcaniche attraverso i secoli ha certamente contribuito alla persistenza di miti e alla formazione di un immaginario collettivo, fino alla costruzione di identità locali radicate in territori fortemente caratterizzati, con significativi riflessi anche nella sfera architettonica. Per altro verso, la disponibilità di un’ampia gamma di materiali provenienti dall’attività vulcanica (rocce basaltiche, diversi tipi e colori di lava, pomici, sabbie) ha creato specifiche opportunità per l’architettura e la costruzione più in generale. Questo contributo si propone di compiere una ricognizione sulle architetture realizzate nel comprensorio etneo in età moderna, attraverso l’intreccio di dati ricavati da fonti archivistiche e iconografiche e dall’osservazione diretta di una selezionata casistica di opere, mirata a individuare condizionamenti e opportunità provenienti dal loro sorgere “all’ombra del vulcano”. L’attenzione è stata rivolta soprattutto ai grandi investimenti simbolici (cattedrali, chiese madri, palazzi del governo, palazzi aristocratici), cioè le fabbriche più impegnative per dimensioni e ambizioni rappresentative e con maggiori aspettative di resistenza e di durata.

Garofalo, E. (2017). Architetture all'ombra del vulcano: il comprensorio etneo in età moderna. Architecture in the Shadow of the Volcano: the Etna Region in the Early Modern Period. AGATHÓN, 2/2017, 67-74 [10.19229/2464-9309/292017].

Architetture all'ombra del vulcano: il comprensorio etneo in età moderna. Architecture in the Shadow of the Volcano: the Etna Region in the Early Modern Period

Garofalo, Emanuela
2017-01-01

Abstract

Tra le molteplici declinazioni che investono il rapporto architettura natura un caso particolarmente pregnante è quello dei contesti vulcanici, tanto per le implicazioni che riguardano la ricerca estetica e gli aspetti visivi, quanto la costruzione e la composizione materica degli edifici realizzati in tali contesti. La fascinazione suscitata dalle eruzioni vulcaniche attraverso i secoli ha certamente contribuito alla persistenza di miti e alla formazione di un immaginario collettivo, fino alla costruzione di identità locali radicate in territori fortemente caratterizzati, con significativi riflessi anche nella sfera architettonica. Per altro verso, la disponibilità di un’ampia gamma di materiali provenienti dall’attività vulcanica (rocce basaltiche, diversi tipi e colori di lava, pomici, sabbie) ha creato specifiche opportunità per l’architettura e la costruzione più in generale. Questo contributo si propone di compiere una ricognizione sulle architetture realizzate nel comprensorio etneo in età moderna, attraverso l’intreccio di dati ricavati da fonti archivistiche e iconografiche e dall’osservazione diretta di una selezionata casistica di opere, mirata a individuare condizionamenti e opportunità provenienti dal loro sorgere “all’ombra del vulcano”. L’attenzione è stata rivolta soprattutto ai grandi investimenti simbolici (cattedrali, chiese madri, palazzi del governo, palazzi aristocratici), cioè le fabbriche più impegnative per dimensioni e ambizioni rappresentative e con maggiori aspettative di resistenza e di durata.
Settore ICAR/18 - Storia Dell'Architettura
http://www.agathon.it/download/2_call/09_P44_GAROFALO.pdf
Garofalo, E. (2017). Architetture all'ombra del vulcano: il comprensorio etneo in età moderna. Architecture in the Shadow of the Volcano: the Etna Region in the Early Modern Period. AGATHÓN, 2/2017, 67-74 [10.19229/2464-9309/292017].
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/251848
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