[...] Navigando tra gli interstizi di entrambi gli esperimenti di architettura moderna indagati, è possibile affermare che, più un’opera tende a corrispondere a un “tipo” tradizionalmente consolidato, o a un “carattere” marcatamente identitario, o a un “modello” universalmente riconosciuto, più cioè un’opera di architettura tende a farsi “icona” già in sede di progetto di un regolamento costitutivo interno in sé risolto, eludendo le relazioni variabili con un diversificato contingente, più essa risulterà fragile alla risposta del tempo e al vissuto. Cosa tanto più vera quanto più l’opera si trovi a gravitare nella terra “dell’autocostruzione” e “dei ferri d’attesa” per antonomasia; e in particolare, in quelle aree già gravide di un substrato culturale resistente, ove non già precluse ai dinamici canali di attraversamento e di scambio più battuti; o tra le pieghe di quei siti orograficamente variegati e problematici, che la Sicilia più moderna comunque riserva ai suoi architetti costruttori. D’altra parte, nella stessa accezione letteraria coniata da Charles Baudelaire, “modernità” non è forse intrinsecamente attitudine alla transitorietà, al mutamento, all’incessante?

Elmo, G. (2014). Modernità e Stratificazione. Esperimenti di architettura nella Sicilia degli anni ’60. PALEOKASTRO, 5, 49-58.

Modernità e Stratificazione. Esperimenti di architettura nella Sicilia degli anni ’60

ELMO, Giovanna Rita
2014-01-01

Abstract

[...] Navigando tra gli interstizi di entrambi gli esperimenti di architettura moderna indagati, è possibile affermare che, più un’opera tende a corrispondere a un “tipo” tradizionalmente consolidato, o a un “carattere” marcatamente identitario, o a un “modello” universalmente riconosciuto, più cioè un’opera di architettura tende a farsi “icona” già in sede di progetto di un regolamento costitutivo interno in sé risolto, eludendo le relazioni variabili con un diversificato contingente, più essa risulterà fragile alla risposta del tempo e al vissuto. Cosa tanto più vera quanto più l’opera si trovi a gravitare nella terra “dell’autocostruzione” e “dei ferri d’attesa” per antonomasia; e in particolare, in quelle aree già gravide di un substrato culturale resistente, ove non già precluse ai dinamici canali di attraversamento e di scambio più battuti; o tra le pieghe di quei siti orograficamente variegati e problematici, che la Sicilia più moderna comunque riserva ai suoi architetti costruttori. D’altra parte, nella stessa accezione letteraria coniata da Charles Baudelaire, “modernità” non è forse intrinsecamente attitudine alla transitorietà, al mutamento, all’incessante?
Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
Elmo, G. (2014). Modernità e Stratificazione. Esperimenti di architettura nella Sicilia degli anni ’60. PALEOKASTRO, 5, 49-58.
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