The right to good administration between European Law and Italian Law. The right to good administration is one of the fundamental rights of the person, guaranteed with article 41 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union, which became legally binding with the entering into force in 2009 of the Lisbon Treaty. This right, as defined in the Charter, applies to the relationship between citizens and public authorities and includes several rights: impartiality and fairness; acting within a reasonable time; right to be heard, before any individual measure which would affect him or her adversely is taken; right to access to documents, while respecting the legitimate interests of confidentiality and of professional and business secrecy; right to know the reasons for administrative decisions; right to communicate to the institutions of the Union in one of the languages of the Treaties and to have an answer in the same language; right to make good any damage caused by institutions or by servants of the European Union in the performance of their duties, in accordance with the general principles common to the laws of the Member States. All these aspects of the right to good administration will be analyzed also with a view to ascertain their implications on the European and Italian legal order.

Il diritto alla buona amministrazione costituisce uno dei diritti fondamentali della persona, riconosciuto per la prima volta dall’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, diventata vincolante e con lo stesso valore giuridico dei Trattati europei in seguito all’entrata in vigore nel 2009 del Trattato di Lisbona. È definito dalla disposizione succitata come il diritto di ogni individuo ad avere dalle amministrazioni pubbliche, in merito alle questioni che lo riguardano, un trattamento imparziale ed equo ed entro un termine ragionevole. La norma ha poi cura di indicare, secondo un elenco considerato non tassativo ma esemplificativo, altri diritti, di natura procedimentale e processuale, che costituiscono altrettante espressioni del diritto alla buona amministrazione, come il diritto: di essere ascoltato prima dell’adozione di un provvedimento sfavorevole, di accedere al proprio fascicolo, di conoscere i motivi della decisione, di rivolgersi alle istituzioni o agli organi dell’Unione e di ricevere da loro risposta in una delle lingue ufficiali dei Trattati, di essere risarcito per il danno ingiusto subito. Dopo aver messo in luce gli elementi di novità sottesi al riconoscimento, tra i diritti fondamentali della persona, di un diritto alla buona amministrazione della cosa pubblica ed il ruolo centrale da esso svolto nell’ambito dei rapporti tra potere pubblico e privato ed in particolare all’interno del procedimento amministrativo, si analizzeranno i suoi singoli corollari nel contesto dell’ordinamento europeo ed italiano, rilevandone, alla fine, l’ampia portata applicativa ma la scarsa effettività a causa della limitata giustiziabilità.

Celone, C. (2016). Il diritto alla buona amministrazione tra ordinamento europeo ed italiano. IL DIRITTO DELL'ECONOMIA(3/2016), 669-704.

Il diritto alla buona amministrazione tra ordinamento europeo ed italiano

CELONE, Cristiano
2016

Abstract

Il diritto alla buona amministrazione costituisce uno dei diritti fondamentali della persona, riconosciuto per la prima volta dall’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, diventata vincolante e con lo stesso valore giuridico dei Trattati europei in seguito all’entrata in vigore nel 2009 del Trattato di Lisbona. È definito dalla disposizione succitata come il diritto di ogni individuo ad avere dalle amministrazioni pubbliche, in merito alle questioni che lo riguardano, un trattamento imparziale ed equo ed entro un termine ragionevole. La norma ha poi cura di indicare, secondo un elenco considerato non tassativo ma esemplificativo, altri diritti, di natura procedimentale e processuale, che costituiscono altrettante espressioni del diritto alla buona amministrazione, come il diritto: di essere ascoltato prima dell’adozione di un provvedimento sfavorevole, di accedere al proprio fascicolo, di conoscere i motivi della decisione, di rivolgersi alle istituzioni o agli organi dell’Unione e di ricevere da loro risposta in una delle lingue ufficiali dei Trattati, di essere risarcito per il danno ingiusto subito. Dopo aver messo in luce gli elementi di novità sottesi al riconoscimento, tra i diritti fondamentali della persona, di un diritto alla buona amministrazione della cosa pubblica ed il ruolo centrale da esso svolto nell’ambito dei rapporti tra potere pubblico e privato ed in particolare all’interno del procedimento amministrativo, si analizzeranno i suoi singoli corollari nel contesto dell’ordinamento europeo ed italiano, rilevandone, alla fine, l’ampia portata applicativa ma la scarsa effettività a causa della limitata giustiziabilità.
Settore IUS/10 - Diritto Amministrativo
Celone, C. (2016). Il diritto alla buona amministrazione tra ordinamento europeo ed italiano. IL DIRITTO DELL'ECONOMIA(3/2016), 669-704.
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