Summary: The essay explores the historical and constructive aspects of the floors with metal frames from the late eighteenth century to the last war. After a general section which outlines the rationale and the initial stages of the use of ferrous materials in construction, it will track and analyze a number of evolutionary lines of the metal beam, until the double T section which, in its own right, it is considered the culmination of research into the most convenient form for obvious reasons of static efficiency, even with subsequent refinements in the production, calculation and implementation. It is hypothesized evolution through the ways of the wooden-iron combination, cast iron, wrought iron bars, sheet metal: for each of these ways we have analyzed the main characters in the area of European technical culture. Another field that is investigated, closely connected with the previous ones, is that of the filling of the fields between the frames, of which it is analyzed the constructive aspect, despite the great variability of the determined types. Through a great number of manuals, the technical literature from the late eighteenth century to the present day and yard findings, they are thorough types, closely related and dependent on the different conformations main frames, the progress of production and executive structure, the level of qualities which it was intended to achieve. From wood to brick and drawn hollow tiles, from the plate and iron thin bars up to plaster and the concrete slabs. In conclusion it is given a reasoned repertoire of consolidation methods of the floors with metal frames, from those more in vogue in the post-conflict phase to the most recent and advanced ones.

Sommario: Il saggio approfondisce gli aspetti storici e costruttivi dei solai ad orditura metallica dalla fine del XVIII secolo all’ultima guerra. Dopo una parte generale in cui vengono delineate le motivazioni e le fasi iniziali dell’uso dei materiali ferrosi in edilizia, si traccia ed analizza una serie di linee evolutive della trave metallica, fino al raggiungimento della sezione a doppio T che, a pieno titolo, si considera il punto di arrivo della ricerca sulla forma più conveniente per evidenti motivi di efficienza statica, pur coi successivi affinamenti nella produzione, nel calcolo e nella messa in opera. Si è ipotizzata l’evoluzione attraverso le strade della combinazione legno-ferro, della ghisa, del ferro forgiato in barre, della lamiera: per ognuna di queste strade si sono analizzati i caratteri principali in ambito della cultura tecnica europea. Altro settore che viene approfondito, strettamente collegato coi precedenti, è quello dei sistemi di impalcato e di riempimento dei campi tra l’ordito, di cui si è analizzato l’aspetto costruttivo, pur nella grande variabilità dei tipi riscontrati. Attraverso la vasta manualistica, la letteratura tecnica dalla fine del Settecento ai giorni nostri e ritrovamenti di cantiere, se ne sono approfondite le tipologie, strettamente connesse e dipendenti dalle diverse conformazioni dell’orditura principale, dal progredire della struttura produttiva ed esecutiva, dal livello di qualità che si intendeva raggiungere. Dal legno al mattone pieno, dalla lamiera al laterizio forato e trafilato, dai tralicci in barre sottili con gesso fino al cemento in lastre o gettato in opera. In conclusione viene riportato un repertorio ragionato dei metodi di consolidamento dei solai ad orditura metallica, da quelli maggiormente in auge nella fase post-bellica ai più recenti ed evoluti.

Fatta, G. (2016). Solai ad orditura metallica. Per una storia della costruzione. Palermo : 40due Edizioni.

Solai ad orditura metallica. Per una storia della costruzione

FATTA, Giovanni
2016

Abstract

Sommario: Il saggio approfondisce gli aspetti storici e costruttivi dei solai ad orditura metallica dalla fine del XVIII secolo all’ultima guerra. Dopo una parte generale in cui vengono delineate le motivazioni e le fasi iniziali dell’uso dei materiali ferrosi in edilizia, si traccia ed analizza una serie di linee evolutive della trave metallica, fino al raggiungimento della sezione a doppio T che, a pieno titolo, si considera il punto di arrivo della ricerca sulla forma più conveniente per evidenti motivi di efficienza statica, pur coi successivi affinamenti nella produzione, nel calcolo e nella messa in opera. Si è ipotizzata l’evoluzione attraverso le strade della combinazione legno-ferro, della ghisa, del ferro forgiato in barre, della lamiera: per ognuna di queste strade si sono analizzati i caratteri principali in ambito della cultura tecnica europea. Altro settore che viene approfondito, strettamente collegato coi precedenti, è quello dei sistemi di impalcato e di riempimento dei campi tra l’ordito, di cui si è analizzato l’aspetto costruttivo, pur nella grande variabilità dei tipi riscontrati. Attraverso la vasta manualistica, la letteratura tecnica dalla fine del Settecento ai giorni nostri e ritrovamenti di cantiere, se ne sono approfondite le tipologie, strettamente connesse e dipendenti dalle diverse conformazioni dell’orditura principale, dal progredire della struttura produttiva ed esecutiva, dal livello di qualità che si intendeva raggiungere. Dal legno al mattone pieno, dalla lamiera al laterizio forato e trafilato, dai tralicci in barre sottili con gesso fino al cemento in lastre o gettato in opera. In conclusione viene riportato un repertorio ragionato dei metodi di consolidamento dei solai ad orditura metallica, da quelli maggiormente in auge nella fase post-bellica ai più recenti ed evoluti.
Settore ICAR/10 - Architettura Tecnica
978-88-98115-14-3
Fatta, G. (2016). Solai ad orditura metallica. Per una storia della costruzione. Palermo : 40due Edizioni.
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