The essay “For participatory conservation, conscious and widespread of the historical and religious architecture” is a contribution to a better knowledge and thus preserve, enjoy doing, the existing architectural heritage with religious destination, starting from the case of the churches of Bagheria, but proposing a contribution general both to the same preservation, but also due to the liturgical adaptation. Indeed, not only it imposes the preservation of the historical and religious heritage, but together with the liturgical adaptation according to the Second Vatican Council and subsequent pastoral contributions offered by the Italian Episcopal Conference. In the essay he emphasizes that any new addition or change in the churches, especially with historical and architectural value, has to be always implemented the dialogue between the communities of the affected Church to interventions, with the competent offices of the Episcopal Curia and the local Superintendence for Heritage. In general, with the participation and sharing they are formed responsible choices, culturally and liturgically valid, that help the faith of the community, and protecting the heritage, as well as not to consume or destroy, but to preserve it as a gift-offer-for testimony future generations.

Il saggio Per la conservazione partecipata, consapevole e diffusa dell’architettura storica e religiosa è un contributo per meglio conoscere e dunque conservare, facendo fruire, il patrimonio delle preesistenze architettoniche con destinazione religiosa, partendo dal caso delle chiese di Bagheria, ma proponendo un apporto generale sia per la stessa conservazione, ma anche per il dovuto adeguamento liturgico. Infatti, non solamente s‘impone la conservazione del patrimonio storico e religioso, ma unitamente l’adeguamento liturgico secondo il concilio Vaticano II e dei successivi apporti pastorali offerti dalla Conferenza Episcopale Italiana. Nel saggio si sottolinea che qualsiasi nuova aggiunta, o cambiamento nelle chiese, in particolare con valore storico architettonico, deve essere sempre attuato il dialogo fra la comunità della Chiesa interessata agli interventi, con gli Uffici preposti della Curia Vescovile e con la locale Soprintendenza per i BB.CC. AA. In generale, con la partecipazione e la condivisione si formano scelte responsabili, culturalmente e liturgicamente valide, che aiutano la fede della comunità e che tutelano il patrimonio, come bene da non consumare o distruggere, ma da preservare come dono-offerta-testimonianza per le future generazioni.

SCADUTO, R. (2016). Per la conservazione partecipata, consapevole e diffusa dell'architettura storica e religiosa. In G. La Mendola (a cura di), La Chiesa di padre Francesco Michele Stabile Scritti per il suo cinquantesimo anniversario di sacerdozio (pp. 165-179). Bagheria : Plumelia Edizioni.

Per la conservazione partecipata, consapevole e diffusa dell'architettura storica e religiosa

SCADUTO, Rosario
2016-01-01

Abstract

Il saggio Per la conservazione partecipata, consapevole e diffusa dell’architettura storica e religiosa è un contributo per meglio conoscere e dunque conservare, facendo fruire, il patrimonio delle preesistenze architettoniche con destinazione religiosa, partendo dal caso delle chiese di Bagheria, ma proponendo un apporto generale sia per la stessa conservazione, ma anche per il dovuto adeguamento liturgico. Infatti, non solamente s‘impone la conservazione del patrimonio storico e religioso, ma unitamente l’adeguamento liturgico secondo il concilio Vaticano II e dei successivi apporti pastorali offerti dalla Conferenza Episcopale Italiana. Nel saggio si sottolinea che qualsiasi nuova aggiunta, o cambiamento nelle chiese, in particolare con valore storico architettonico, deve essere sempre attuato il dialogo fra la comunità della Chiesa interessata agli interventi, con gli Uffici preposti della Curia Vescovile e con la locale Soprintendenza per i BB.CC. AA. In generale, con la partecipazione e la condivisione si formano scelte responsabili, culturalmente e liturgicamente valide, che aiutano la fede della comunità e che tutelano il patrimonio, come bene da non consumare o distruggere, ma da preservare come dono-offerta-testimonianza per le future generazioni.
Settore ICAR/19 - Restauro
SCADUTO, R. (2016). Per la conservazione partecipata, consapevole e diffusa dell'architettura storica e religiosa. In G. La Mendola (a cura di), La Chiesa di padre Francesco Michele Stabile Scritti per il suo cinquantesimo anniversario di sacerdozio (pp. 165-179). Bagheria : Plumelia Edizioni.
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Descrizione: Il file contiene l'indice del volume di La Mendola G. (a cura di), "La Chiesa di padre Francesco Michele Stabile Scritti per il suo cinquantesimo anniversario di sacerdozio" e l'intero saggio di Scaduto R. "Per la conservazione partecipata, consapevole e diffusa dell'architettura storica e religiosa", pp. 165-179.
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