The autonomous practices of temporary (re)appropriation and reconversion of "urban voids" for public purposes have revealed, in major European cities (and not only) and significantly in some of the most important Italian cities, interesting experiences of participation by point of view of the experimentation of practices capable to propose public policies from below and to construct alternative strategies for the "production of space" (Lefebvre, 1991). In order to build these "concrete utopias" it is as if the poor, the exploited, the "have not", resorting to radical forms of disobedience, were establishing a "state of exception proclaimed from below" (Virno, 2012), in which make freely staged a network of local solutions to global problems found.

Le pratiche autonome di (ri)appropriazione e riconversione temporanea a fini “pubblici” di aree in disuso hanno fatto emergere nelle principali città europee (e non solo) e in maniera significativa in alcune tra le più importanti città italiane, esperienze di partecipazione interessanti dal punto di vista della sperimentazione di pratiche capaci di proporre politiche pubbliche dal basso e di costruire strategie alternative di “produzione dello spazio” (Lefebvre, 1991). Per poter costruire queste “utopie concrete” è come se i poveri, gli sfruttati, “coloro che non ci stanno”, ricorrendo a forme di disobbedienza radicale, definissero uno “stato d’eccezione proclamato dal basso” (Virno, 2012), in cui mettere liberamente in scena una rete di soluzioni locali trovate a dei problemi globali.

Rossini, L. (2014). Teorie globali per azioni locali: i processi autonomi di riappropriazione dello spazio. IN FOLIO, 32, 19-20.

Teorie globali per azioni locali: i processi autonomi di riappropriazione dello spazio

ROSSINI, Luisa
2014-01-01

Abstract

Le pratiche autonome di (ri)appropriazione e riconversione temporanea a fini “pubblici” di aree in disuso hanno fatto emergere nelle principali città europee (e non solo) e in maniera significativa in alcune tra le più importanti città italiane, esperienze di partecipazione interessanti dal punto di vista della sperimentazione di pratiche capaci di proporre politiche pubbliche dal basso e di costruire strategie alternative di “produzione dello spazio” (Lefebvre, 1991). Per poter costruire queste “utopie concrete” è come se i poveri, gli sfruttati, “coloro che non ci stanno”, ricorrendo a forme di disobbedienza radicale, definissero uno “stato d’eccezione proclamato dal basso” (Virno, 2012), in cui mettere liberamente in scena una rete di soluzioni locali trovate a dei problemi globali.
Settore ICAR/21 - Urbanistica
Rossini, L. (2014). Teorie globali per azioni locali: i processi autonomi di riappropriazione dello spazio. IN FOLIO, 32, 19-20.
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