Il presente lavoro si divide in tre parti. La PRIMA PARTE Il tempo qualitativo della soggettività morale indaga gli elementi della determinazione della volontà intesa come sintesi di elementi normativi, valutativi e motivanti. Mostrando gli elementi di universalizzazione delle massime e di concretizzazione della legge come un unico processo di formazione delle massime, si sottolinea un elemento dinamico proprio della scelta; lo stesso ‘fatto della ragione’ si mostra come un’attività dinamica d’instaurazione di un’ontologia della prassi. Analizzando la struttura aperta della massima e del processo del suo formarsi sembra che la teoria morale kantiana abbia implicitamente posto a priori le basi di una struttura di successione di elementi qualitativi, fondata sul criterio di costruzione o meno dell’accordo degli elementi della soggettività razionale pratica. Lo sviluppo del carattere intelligibile indica l’identità morale costruita ininterrottamente dal soggetto in tutti gli atti concreti della volontà. Nello sviluppo del carattere s’instaura un nesso tra la qualità della massima (maggiore o minore aderenza alla legge morale) e la persistenza della sua assunzione. Il processo di formazione risulta essere, dunque, un processo di miglioramento progressivo dei contenuti delle massime all’interno della totalità identitaria del soggetto, vale a dire un consolidarsi delle sue configurazioni normative e valoriali, primi motivi sufficienti ad agire. Il rapporto tra il piano noumenico della determinazione all’azione (Handlung) e l’agire nel suo aspetto fenomenico (Begebenheit) si traduce nel rapporto tra un tempo intelligibile puramente pensato, consecutio della formazione della Handlung, e il tempo empirico dell’azione in quanto fenomeno. La SECONDA PARTE L’infinita durata della personalità e il postulato di Dio distingue due piani di analisi: quello della durata infinita e con essa dell’idea di Duratio Noumenon e quello della realizzazione del sommo bene e la postulazione di Dio come sommo bene originario. Alla luce dei risultati emersi dalla nozione di carattere intelligibile si analizza il tempo della Unsterblichkeit come la durevolezza dello homo noumenon, la cui esistenza intelligibile è scandita in grandezze qualitative. Il progresso morale mostra una struttura qualitativa di un dinamico e successivo procedere di momenti, indipendenti dal tempo, che costituiscono il miglioramento morale. Con la nozione di Duratio Noumenon si approfondiscono, inoltre, le specifiche differenze tra la Zeit e la Ewigkeit, che permettono di chiarire il rapporto tra tempo e durata e individuare nella ‘durata senza tempo’ un concetto paradossale di una grandezza di tempo senza successione. Poiché in uno stato di quiete non sarebbe concepibile alcun progresso, all’essere sensibile non resta altro che agire affinché tutti i cambiamenti e gli sviluppi etici in suo potere accadano nel presente. Tale dimensione assume così un ruolo centrale nell’analisi del tempo dell’agire libero. Con l’argomento del postulato di Dio emerge il contemporaneo concorso di più serie causali, noumeniche e sensibili, vale a dire il modello di una contemporaneità (Zugleich) di azioni libere di tutti gli individui in ogni momento di tempo pensati in una struttura sincronica. La TERZA PARTE La mediazione della Dauer con il tempo della Zeit. Sviluppo e Rivoluzione analizza i primi due capitoli della Religionsschrift. Importante chiave per la comprensione della struttura dell’agire è il ruolo centrale assunto qui dalla Gesinnung, elemento inscindibile dall’importantissima distinzione tra volontà e arbitrio. Il male si comprende come scelta, unica condizione di possibilità della stessa ‘conversione del cuore’. Solo in assenza di un fondamento oggettivo del principio contrario alla legge, è possibile distinguere Hang e Anlage, propensio e dispositio, tendenza al male e disposizione al bene. Soltanto in questo peculiare incrocio di piani normativi propri della struttura dell’agire – fondata sulla dialettica tra la Willkür e il Wille – è possibile per Kant porre le basi, antropologicamente indagate, della possibilità di un ristabilimento al bene a partire dal dominio del male. Solo ponendosi in un puro presente il soggetto può determinare il differente ordine normativo del suo agire. Il momento della rivoluzione del modo di pensare rimanda, qui più esplicitamente, a un tempo proprio del dominio morale e intelligibile della Gesinnung; quest’ultima emergerà come una peculiare contrazione delle dimensioni di tempo del futuro, del presente e del passato.

Fantasia, . (2014). Il tempo dell´agire libero. Dimensioni della filosofia pratica di Kant.(Die Zeit des freien Handelns. Dimensionen der praktischen Philosophie Kants).

Il tempo dell´agire libero. Dimensioni della filosofia pratica di Kant.(Die Zeit des freien Handelns. Dimensionen der praktischen Philosophie Kants)

FANTASIA, Francesca
2014-03-14

Abstract

Il presente lavoro si divide in tre parti. La PRIMA PARTE Il tempo qualitativo della soggettività morale indaga gli elementi della determinazione della volontà intesa come sintesi di elementi normativi, valutativi e motivanti. Mostrando gli elementi di universalizzazione delle massime e di concretizzazione della legge come un unico processo di formazione delle massime, si sottolinea un elemento dinamico proprio della scelta; lo stesso ‘fatto della ragione’ si mostra come un’attività dinamica d’instaurazione di un’ontologia della prassi. Analizzando la struttura aperta della massima e del processo del suo formarsi sembra che la teoria morale kantiana abbia implicitamente posto a priori le basi di una struttura di successione di elementi qualitativi, fondata sul criterio di costruzione o meno dell’accordo degli elementi della soggettività razionale pratica. Lo sviluppo del carattere intelligibile indica l’identità morale costruita ininterrottamente dal soggetto in tutti gli atti concreti della volontà. Nello sviluppo del carattere s’instaura un nesso tra la qualità della massima (maggiore o minore aderenza alla legge morale) e la persistenza della sua assunzione. Il processo di formazione risulta essere, dunque, un processo di miglioramento progressivo dei contenuti delle massime all’interno della totalità identitaria del soggetto, vale a dire un consolidarsi delle sue configurazioni normative e valoriali, primi motivi sufficienti ad agire. Il rapporto tra il piano noumenico della determinazione all’azione (Handlung) e l’agire nel suo aspetto fenomenico (Begebenheit) si traduce nel rapporto tra un tempo intelligibile puramente pensato, consecutio della formazione della Handlung, e il tempo empirico dell’azione in quanto fenomeno. La SECONDA PARTE L’infinita durata della personalità e il postulato di Dio distingue due piani di analisi: quello della durata infinita e con essa dell’idea di Duratio Noumenon e quello della realizzazione del sommo bene e la postulazione di Dio come sommo bene originario. Alla luce dei risultati emersi dalla nozione di carattere intelligibile si analizza il tempo della Unsterblichkeit come la durevolezza dello homo noumenon, la cui esistenza intelligibile è scandita in grandezze qualitative. Il progresso morale mostra una struttura qualitativa di un dinamico e successivo procedere di momenti, indipendenti dal tempo, che costituiscono il miglioramento morale. Con la nozione di Duratio Noumenon si approfondiscono, inoltre, le specifiche differenze tra la Zeit e la Ewigkeit, che permettono di chiarire il rapporto tra tempo e durata e individuare nella ‘durata senza tempo’ un concetto paradossale di una grandezza di tempo senza successione. Poiché in uno stato di quiete non sarebbe concepibile alcun progresso, all’essere sensibile non resta altro che agire affinché tutti i cambiamenti e gli sviluppi etici in suo potere accadano nel presente. Tale dimensione assume così un ruolo centrale nell’analisi del tempo dell’agire libero. Con l’argomento del postulato di Dio emerge il contemporaneo concorso di più serie causali, noumeniche e sensibili, vale a dire il modello di una contemporaneità (Zugleich) di azioni libere di tutti gli individui in ogni momento di tempo pensati in una struttura sincronica. La TERZA PARTE La mediazione della Dauer con il tempo della Zeit. Sviluppo e Rivoluzione analizza i primi due capitoli della Religionsschrift. Importante chiave per la comprensione della struttura dell’agire è il ruolo centrale assunto qui dalla Gesinnung, elemento inscindibile dall’importantissima distinzione tra volontà e arbitrio. Il male si comprende come scelta, unica condizione di possibilità della stessa ‘conversione del cuore’. Solo in assenza di un fondamento oggettivo del principio contrario alla legge, è possibile distinguere Hang e Anlage, propensio e dispositio, tendenza al male e disposizione al bene. Soltanto in questo peculiare incrocio di piani normativi propri della struttura dell’agire – fondata sulla dialettica tra la Willkür e il Wille – è possibile per Kant porre le basi, antropologicamente indagate, della possibilità di un ristabilimento al bene a partire dal dominio del male. Solo ponendosi in un puro presente il soggetto può determinare il differente ordine normativo del suo agire. Il momento della rivoluzione del modo di pensare rimanda, qui più esplicitamente, a un tempo proprio del dominio morale e intelligibile della Gesinnung; quest’ultima emergerà come una peculiare contrazione delle dimensioni di tempo del futuro, del presente e del passato.
Tempo, Durata, Teoria morale,Immanuel Kant, Ragion pratica, carattere intelligibile, libertà,Verwirklichung.
Fantasia, . (2014). Il tempo dell´agire libero. Dimensioni della filosofia pratica di Kant.(Die Zeit des freien Handelns. Dimensionen der praktischen Philosophie Kants).
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