Whoever keeps the film in a time perspective considers the opening night of the Lumière cinema as a moment, a milestone in the long journey of insights, discoveries and inventions which slowly led to the photographic representation of the movement. From the phantasmagorias of Robertson at the Teatro optical Reynaud, through panoramas and dioramas, is a succession of wonders of vision in which the screen it constitues increasingly as threshold that plays with the unconscious of the spectators and the projections of their desires, till to propose the voyeurism as favorite motif of the nascent movies. And if is the body (already the subject of the daguerreotype, of the studies on the movement of Marey and Muybridge and protagonist of Life Models English) to become measuring unit of space and time in the films on Edison and Lumière, object of vision and witness of history, is the eye - an misleading organ of vision - that allows that photography in movement actives in the spectator the suspend of the disbelief, to the point to scare him the sight of the scene of a moving train or arouse wonder in front to the "tricks" of Méliès in which a musician splits into many musicians. Splendor of truth, hallucination and trickery, cinema, how wonderful!

Chi osserva il cinema in una prospettiva temporale considera la serata inaugurale del cinematografo Lumière come un momento, una tappa fondamentale del lungo percorso di intuizioni, scoperte e invenzioni che lentamente condusse alla rappresentazione fotografica del movimento. Dalle fantasmagorie di Robertson al Teatro ottico di Reynaud, passando per panorami e diorami, è un susseguirsi di meraviglie della visione nelle quali lo schermo sempre più si costituisce come soglia che gioca con l’inconscio degli spettatori e con le proiezioni dei loro desideri, fino a proporre il voyeurismo come motivo prediletto del cinema nascente. E se è il corpo (già soggetto delle lastre dagherrotipiche, degli studi sul movimento di Marey e Muybridge e protagonista dei Life Models inglesi) a divenire con i film di Edison e dei Lumière unità di misura dello spazio e del tempo, oggetto di visione e testimone della storia, è l’occhio – organo ingannevole della vista – a consentire che la fotografia in movimento attivi nello spettatore la sospensione dell’incredulità, tanto da farlo impaurire alla vista delle scena di un treno in corsa oppure meravigliare di fronte alle immagini “a trucchi” di Méliès in cui un musicista si sdoppia in altrettanti suonatori. Splendore del vero, allucinazione e inganno, il cinema che meraviglia!

SCHEMBRI, G. (2012). Il cinema, che meraviglia! I trucchi della visione dalla Lanterna magica a Méliès. Alessandria : Edizioni Falsopiano.

Il cinema, che meraviglia! I trucchi della visione dalla Lanterna magica a Méliès

SCHEMBRI, Gennaro
2012

Abstract

Chi osserva il cinema in una prospettiva temporale considera la serata inaugurale del cinematografo Lumière come un momento, una tappa fondamentale del lungo percorso di intuizioni, scoperte e invenzioni che lentamente condusse alla rappresentazione fotografica del movimento. Dalle fantasmagorie di Robertson al Teatro ottico di Reynaud, passando per panorami e diorami, è un susseguirsi di meraviglie della visione nelle quali lo schermo sempre più si costituisce come soglia che gioca con l’inconscio degli spettatori e con le proiezioni dei loro desideri, fino a proporre il voyeurismo come motivo prediletto del cinema nascente. E se è il corpo (già soggetto delle lastre dagherrotipiche, degli studi sul movimento di Marey e Muybridge e protagonista dei Life Models inglesi) a divenire con i film di Edison e dei Lumière unità di misura dello spazio e del tempo, oggetto di visione e testimone della storia, è l’occhio – organo ingannevole della vista – a consentire che la fotografia in movimento attivi nello spettatore la sospensione dell’incredulità, tanto da farlo impaurire alla vista delle scena di un treno in corsa oppure meravigliare di fronte alle immagini “a trucchi” di Méliès in cui un musicista si sdoppia in altrettanti suonatori. Splendore del vero, allucinazione e inganno, il cinema che meraviglia!
Settore L-ART/06 - Cinema, Fotografia E Televisione
9788898137053
SCHEMBRI, G. (2012). Il cinema, che meraviglia! I trucchi della visione dalla Lanterna magica a Méliès. Alessandria : Edizioni Falsopiano.
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