Questo volume affronta una delle sfide centrali della formazione universitaria contempo - ranea: educare studenti capaci di pensare con autonomia, rigore e responsabilità. Il pensiero critico e le virtù intellettuali vengono analizzati come ideali educativi comple - mentari, attraverso il confronto tra la concezione delle ragioni di Harvey Siegel e l’epist - emologia delle virtù di Jason Baehr. Curiosità, apertura mentale, perseveranza, umiltà e coraggio epistemico diventano così disposizioni essenziali per sostenere un autentico esercizio del giudizio. La formazione del carattere intellettuale viene quindi ricondotta alle esperienze, alle relazioni, alle responsabilità e alle scelte che l’università rende possibili. Ne emerge una concezione dell’università come comunità educante, chiamata non soltanto a trasmettere conoscenze, ma a creare le condizioni per formare persone capaci di giudizio. La riflessione si estende alla metacognizione, intesa come capacità di interrogare e monitorare consapevolmente i propri processi di pensiero. Nell’era dell’intelligenza artificiale generativa, questa esigenza assume una rilevanza ancora maggiore. L’IA può infatti ampliare le opportunità di apprendimento, ma anche favorire forme di delega cognitiva capaci di indebolire l’autonomia epistemica dello studente. Il volume mostra come tali effetti dipendano dalle modalità di utilizzo dello strumento e, soprattutto, dalla qualità della progettazione didattica. Pensare bene nell’era dell’IA significa, in definitiva, coniugare competenze cognitive e virtù intellettuali, affinché gli strumenti tecnologici sostengano, anziché sostituire, l’autonomia del pensiero.
La Marca, A., Plazek, K. (2026). Pensiero critico e virtù intellettuali del carattere. Prospettive per la didattica universitaria. PensaMultimedia.
Pensiero critico e virtù intellettuali del carattere. Prospettive per la didattica universitaria
La Marca Alessandra.
;
2026-01-01
Abstract
Questo volume affronta una delle sfide centrali della formazione universitaria contempo - ranea: educare studenti capaci di pensare con autonomia, rigore e responsabilità. Il pensiero critico e le virtù intellettuali vengono analizzati come ideali educativi comple - mentari, attraverso il confronto tra la concezione delle ragioni di Harvey Siegel e l’epist - emologia delle virtù di Jason Baehr. Curiosità, apertura mentale, perseveranza, umiltà e coraggio epistemico diventano così disposizioni essenziali per sostenere un autentico esercizio del giudizio. La formazione del carattere intellettuale viene quindi ricondotta alle esperienze, alle relazioni, alle responsabilità e alle scelte che l’università rende possibili. Ne emerge una concezione dell’università come comunità educante, chiamata non soltanto a trasmettere conoscenze, ma a creare le condizioni per formare persone capaci di giudizio. La riflessione si estende alla metacognizione, intesa come capacità di interrogare e monitorare consapevolmente i propri processi di pensiero. Nell’era dell’intelligenza artificiale generativa, questa esigenza assume una rilevanza ancora maggiore. L’IA può infatti ampliare le opportunità di apprendimento, ma anche favorire forme di delega cognitiva capaci di indebolire l’autonomia epistemica dello studente. Il volume mostra come tali effetti dipendano dalle modalità di utilizzo dello strumento e, soprattutto, dalla qualità della progettazione didattica. Pensare bene nell’era dell’IA significa, in definitiva, coniugare competenze cognitive e virtù intellettuali, affinché gli strumenti tecnologici sostengano, anziché sostituire, l’autonomia del pensiero.| File | Dimensione | Formato | |
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