Il volume esplora il dibattito europeo sull’antropologia sociale, politica ed economica dell’energia, mettendo a fuoco il concetto di “Energy Commons”. Attraverso casi studio ed etnografie condotte principalmente nel Sud Italia (Sicilia, Molise), l’opera analizza l’impatto socioculturale delle Comunità di Energia Rinnovabile (CER) e le tensioni tra obiettivi di transizione ecologica e tutela del paesaggio. Il testo indaga chi possiede e gestisce le risorse energetiche, esaminando come le comunità locali possano esercitare un controllo democratico sul proprio territorio. Vengono affrontati temi critici come la povertà energetica, il “nuovo estrattivismo” e le resistenze locali a grandi impianti (es. Pizzone II), proponendo una riflessione sulla transizione non solo come sfida tecnica, ma come processo politico e culturale per una nuova cittadinanza energetica. L’energia, in questa prospettiva, non è un flusso invisibile che attraversa cavi e infrastrutture. È una materia relazionale: riguarda persone, comunità, paesaggi, istituzioni. Occuparsene significa interrogare le condizioni materiali, sociopolitiche e simboliche attraverso cui si costituiscono le forme del nostro futuro condiviso e i modi in cui scegliamo di abitarlo.
Bindi, L., Benadusi, M., Castellucci, I., Mancuso, A. (a cura di). (2026). Energy Commons. Vita sociale dell’energia nel Mezzogiorno. Soveria Mannelli : Rubbettino.
Energy Commons. Vita sociale dell’energia nel Mezzogiorno
Mancuso A
2026-06-01
Abstract
Il volume esplora il dibattito europeo sull’antropologia sociale, politica ed economica dell’energia, mettendo a fuoco il concetto di “Energy Commons”. Attraverso casi studio ed etnografie condotte principalmente nel Sud Italia (Sicilia, Molise), l’opera analizza l’impatto socioculturale delle Comunità di Energia Rinnovabile (CER) e le tensioni tra obiettivi di transizione ecologica e tutela del paesaggio. Il testo indaga chi possiede e gestisce le risorse energetiche, esaminando come le comunità locali possano esercitare un controllo democratico sul proprio territorio. Vengono affrontati temi critici come la povertà energetica, il “nuovo estrattivismo” e le resistenze locali a grandi impianti (es. Pizzone II), proponendo una riflessione sulla transizione non solo come sfida tecnica, ma come processo politico e culturale per una nuova cittadinanza energetica. L’energia, in questa prospettiva, non è un flusso invisibile che attraversa cavi e infrastrutture. È una materia relazionale: riguarda persone, comunità, paesaggi, istituzioni. Occuparsene significa interrogare le condizioni materiali, sociopolitiche e simboliche attraverso cui si costituiscono le forme del nostro futuro condiviso e i modi in cui scegliamo di abitarlo.| File | Dimensione | Formato | |
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