This thesis examines the urban elites of Palermo in the second half of the fifteenth century, with particular attention to the political, social, and fiscal transformations that shaped the city during the reign of John II of Aragon. It seeks to refine existing interpretations of Sicilian urban oligarchies by considering not only their participation in municipal office and their relations with the Crown, but also the wider dynamics of negotiation, kinship strategies, social mobility, and the administration of economic and fiscal resources. The study challenges long-standing portrayals of late fifteenth-century Palermo as politically stagnant or peripheral. Instead, it foregrounds processes of internal elite renewal, the reconfiguration of relations between city and Crown, and an increasing capacity for autonomous fiscal and political action. Methodologically, the thesis adopts a qualitative and prosopographical approach, reconstructing the family trajectories of those lineages most consistently involved in urban government. It draws upon both public and private archival material, principally from the Archivio Storico del Comune di Palermo and the Archivio di Stato di Palermo, alongside documentation from the Royal Chancery preserved in the Archivo de la Corona de Aragón in Barcelona. The argument is organised around five thematic strands. The first explores the interaction between royal officials and municipal institutions. The second analyses juratory and pretorian families through their matrimonial alliances, networks, and mechanisms of intra-elite renewal. The third considers the civic council as a site of political bargaining between social groups and as the locus for the articulation of fiscal and administrative policy within the universitas. The fourth addresses economic and fiscal structures, with particular attention to the governance of the gabelle, urban credit relations, and the prerogatives acquired under John II. The final section turns to the relationship between elite formation and urban space, showing how growing familial wealth was channelled into forms of civic display, including the construction of palaces and chapels, and into architectural idioms shaped by both Catalan and north-central Italian influences. Overall, the thesis reinterprets late medieval Palermo as a dynamic political and social milieu, deeply embedded in the wider transformations affecting Mediterranean urban societies in the fifteenth century.

La ricerca prende in esame le élites urbane palermitane nella seconda metà del XV secolo, concentrandosi sulle trasformazioni politiche, sociali e fiscali che interessarono la città durante il regno di Giovanni II d’Aragona. L’obiettivo principale del lavoro è quello di ampliare il quadro interpretativo relativo alle oligarchie urbane siciliane, analizzandone non soltanto la presenza nelle magistrature cittadine e i rapporti con la Corona, ma anche le dinamiche di negoziazione politica, le strategie familiari, i meccanismi di mobilità sociale e le forme di gestione delle risorse economiche e fiscali. Il lavoro intende contribuire al superamento di interpretazioni che hanno a lungo descritto la Palermo della seconda metà del Quattrocento come una realtà sostanzialmente stagnante o marginale, mettendo in luce la presenza di dinamiche di rinnovamento interno delle élites, di ridefinizione dei rapporti tra città e Corona e di crescente autonomia nella gestione politica e fiscale. Dal punto di vista metodologico, la ricerca ha privilegiato un approccio qualitativo e prosopografico, ricostruendo le vicende familiari dei lignaggi che rivestirono con maggiore frequenza le principali magistrature cittadine. Lo studio è stato condotto attraverso l’utilizzo di documentazione pubblica e privata proveniente principalmente dall’Archivio Storico del Comune di Palermo e dall’Archivio di Stato di Palermo, integrata con documentazione della Real Cancelleria conservata presso l’Archivo de la Corona de Aragón di Barcellona. L’indagine si articola attorno a cinque nuclei principali. Il primo riguarda il rapporto tra ufficiali regi e magistrature municipali. Il secondo concerne lo studio delle famiglie giuratorie e pretoriane, attraverso l’analisi delle strategie matrimoniali, delle alleanze e dei processi di ricambio interno delle élites. Il terzo ambito prende in esame il consiglio civico, interpretato come spazio di contrattazione politica tra i diversi gruppi sociali cittadini e come sede di definizione delle strategie fiscali e amministrative dell’universitas. Il quarto nucleo è dedicato alla dimensione economica e fiscale, con particolare attenzione alla gestione delle gabelle, ai rapporti di credito urbano e alle nuove prerogative ottenute dalla città durante il regno di Giovanni II. L’ultima parte della ricerca si concentra infine sul rapporto tra élites e spazio urbano, mostrando come l’accresciuta disponibilità economica delle famiglie eminenti si tradusse in investimenti sul decoro cittadino, nella costruzione di palazzi e cappelle gentilizie e nella diffusione di linguaggi architettonici influenzati tanto dai modelli catalani quanto da quelli dell’Italia centro-settentrionale. In quest’ottica, la tesi propone una rilettura della Palermo tardomedievale come spazio politico e sociale dinamico, pienamente inserito nei processi di trasformazione che interessarono le principali città mediterranee del XV secolo.

Turrisi, E. (2026). Una città alle porte del Rinascimento: élites urbane e potere amministrativo a Palermo nella seconda metà del XV secolo. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Palermo, 2026).

Una città alle porte del Rinascimento: élites urbane e potere amministrativo a Palermo nella seconda metà del XV secolo

TURRISI, Elisa
2026-07-06

Abstract

This thesis examines the urban elites of Palermo in the second half of the fifteenth century, with particular attention to the political, social, and fiscal transformations that shaped the city during the reign of John II of Aragon. It seeks to refine existing interpretations of Sicilian urban oligarchies by considering not only their participation in municipal office and their relations with the Crown, but also the wider dynamics of negotiation, kinship strategies, social mobility, and the administration of economic and fiscal resources. The study challenges long-standing portrayals of late fifteenth-century Palermo as politically stagnant or peripheral. Instead, it foregrounds processes of internal elite renewal, the reconfiguration of relations between city and Crown, and an increasing capacity for autonomous fiscal and political action. Methodologically, the thesis adopts a qualitative and prosopographical approach, reconstructing the family trajectories of those lineages most consistently involved in urban government. It draws upon both public and private archival material, principally from the Archivio Storico del Comune di Palermo and the Archivio di Stato di Palermo, alongside documentation from the Royal Chancery preserved in the Archivo de la Corona de Aragón in Barcelona. The argument is organised around five thematic strands. The first explores the interaction between royal officials and municipal institutions. The second analyses juratory and pretorian families through their matrimonial alliances, networks, and mechanisms of intra-elite renewal. The third considers the civic council as a site of political bargaining between social groups and as the locus for the articulation of fiscal and administrative policy within the universitas. The fourth addresses economic and fiscal structures, with particular attention to the governance of the gabelle, urban credit relations, and the prerogatives acquired under John II. The final section turns to the relationship between elite formation and urban space, showing how growing familial wealth was channelled into forms of civic display, including the construction of palaces and chapels, and into architectural idioms shaped by both Catalan and north-central Italian influences. Overall, the thesis reinterprets late medieval Palermo as a dynamic political and social milieu, deeply embedded in the wider transformations affecting Mediterranean urban societies in the fifteenth century.
6-lug-2026
La ricerca prende in esame le élites urbane palermitane nella seconda metà del XV secolo, concentrandosi sulle trasformazioni politiche, sociali e fiscali che interessarono la città durante il regno di Giovanni II d’Aragona. L’obiettivo principale del lavoro è quello di ampliare il quadro interpretativo relativo alle oligarchie urbane siciliane, analizzandone non soltanto la presenza nelle magistrature cittadine e i rapporti con la Corona, ma anche le dinamiche di negoziazione politica, le strategie familiari, i meccanismi di mobilità sociale e le forme di gestione delle risorse economiche e fiscali. Il lavoro intende contribuire al superamento di interpretazioni che hanno a lungo descritto la Palermo della seconda metà del Quattrocento come una realtà sostanzialmente stagnante o marginale, mettendo in luce la presenza di dinamiche di rinnovamento interno delle élites, di ridefinizione dei rapporti tra città e Corona e di crescente autonomia nella gestione politica e fiscale. Dal punto di vista metodologico, la ricerca ha privilegiato un approccio qualitativo e prosopografico, ricostruendo le vicende familiari dei lignaggi che rivestirono con maggiore frequenza le principali magistrature cittadine. Lo studio è stato condotto attraverso l’utilizzo di documentazione pubblica e privata proveniente principalmente dall’Archivio Storico del Comune di Palermo e dall’Archivio di Stato di Palermo, integrata con documentazione della Real Cancelleria conservata presso l’Archivo de la Corona de Aragón di Barcellona. L’indagine si articola attorno a cinque nuclei principali. Il primo riguarda il rapporto tra ufficiali regi e magistrature municipali. Il secondo concerne lo studio delle famiglie giuratorie e pretoriane, attraverso l’analisi delle strategie matrimoniali, delle alleanze e dei processi di ricambio interno delle élites. Il terzo ambito prende in esame il consiglio civico, interpretato come spazio di contrattazione politica tra i diversi gruppi sociali cittadini e come sede di definizione delle strategie fiscali e amministrative dell’universitas. Il quarto nucleo è dedicato alla dimensione economica e fiscale, con particolare attenzione alla gestione delle gabelle, ai rapporti di credito urbano e alle nuove prerogative ottenute dalla città durante il regno di Giovanni II. L’ultima parte della ricerca si concentra infine sul rapporto tra élites e spazio urbano, mostrando come l’accresciuta disponibilità economica delle famiglie eminenti si tradusse in investimenti sul decoro cittadino, nella costruzione di palazzi e cappelle gentilizie e nella diffusione di linguaggi architettonici influenzati tanto dai modelli catalani quanto da quelli dell’Italia centro-settentrionale. In quest’ottica, la tesi propone una rilettura della Palermo tardomedievale come spazio politico e sociale dinamico, pienamente inserito nei processi di trasformazione che interessarono le principali città mediterranee del XV secolo.
élites; families; urban power; strategies; fiscal management; renaissance
Turrisi, E. (2026). Una città alle porte del Rinascimento: élites urbane e potere amministrativo a Palermo nella seconda metà del XV secolo. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Palermo, 2026).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/709944
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