The regeneration of inner areas requires tools capable of making last over time what often begins as an isolated initiative, such as a laboratory, an event, a network of actors, a European project, or a local experiment. This research path addresses this issue starting from the Sicani Rural Lab, in the Sicani territory, observed as a case in which design can help transform scattered energies into a system of services that is understandable, accessible, and manageable. The living lab is understood as a light infrastructure of the territory: not only a physical space or a sequence of activities, but a set of relationships, rules, roles, tools, and entry channels that allows citizens, institutions, businesses, young people, researchers, and administrations to collaborate more clearly. The work integrates analysis of inner areas, the study of territorial policies, field observation, action research, workshops, hackathons, residencies, co-design, and service design. These activities make it possible to read local needs and resources, but above all to understand which conditions make a rural lab usable beyond its start-up phase. The comparison with other Sicilian experiences and with the Madrid Rural Lab helps distinguish what can be transferred from what depends on context: governance, operational continuity, accessibility, the capacity to activate the right actors, and clarity of processes. The outcome is a design and management model for the Sicani Rural Lab, built through tools such as stakeholder maps, personas, task analysis, service blueprints, system layouts, service master planning, and a digital platform conceived as an access point to the system. The main contribution consists in showing that social innovation, in inner areas, does not depend only on participation or the presence of technologies, but on the possibility of making the conditions for collaboration visible and repeatable. From this perspective, design acts as a method of translation between territory and service: it organizes what is dispersed, makes what is implicit discussable, and builds tools through which a community can recognize itself as an active part of a shared infrastructure.

La rigenerazione delle aree interne richiede strumenti capaci di far durare nel tempo ciò che spesso nasce come iniziativa isolata come un laboratorio, un evento, una rete di attori, un progetto europeo, una sperimentazione locale. Questo percorso di ricerca affronta tale problema a partire dal Sicani Rural Lab, nel territorio dei Sicani, osservato come caso in cui il design può contribuire a trasformare energie sparse in un sistema di servizi comprensibile, accessibile e gestibile. Il living lab viene inteso come una infrastruttura leggera del territorio: non solo uno spazio fisico o una sequenza di attività, ma un insieme di relazioni, regole, ruoli, strumenti e canali di ingresso che permette a cittadini, enti, imprese, giovani, ricercatori e amministrazioni di collaborare in modo più chiaro. Il lavoro integra analisi delle aree interne, studio delle politiche territoriali, osservazione sul campo, ricerca-azione, workshop, hackathon, residenze, co-design e service design. Queste attività permettono di leggere bisogni e risorse locali, ma soprattutto di capire quali condizioni rendono un rural lab utilizzabile oltre la fase di avvio. Il confronto con altre esperienze siciliane e con il Madrid Rural Lab aiuta a distinguere ciò che può essere trasferito da ciò che dipende dal contesto: governance, continuità operativa, accessibilità, capacità di attivare gli attori giusti e chiarezza dei processi. L’esito è un modello di progettazione e gestione per il Sicani Rural Lab, costruito attraverso strumenti come mappe degli attori, personas, analisi dei compiti, service blueprint, system layout, service master planning e una piattaforma digitale pensata come porta di accesso al sistema. Il contributo principale consiste nel mostrare che l’innovazione sociale, nelle aree interne, non dipende soltanto dalla partecipazione o dalla presenza di tecnologie, ma dalla possibilità di rendere visibili e ripetibili le condizioni della collaborazione. In questa prospettiva, il design agisce come metodo di traduzione tra territorio e servizio: organizza ciò che è disperso, rende discutibile ciò che è implicito e costruisce strumenti attraverso cui una comunità può riconoscersi come parte attiva di una infrastruttura condivisa.

Morvillo, S. (2026). Design per l’Innovazione Sociale nella rigenerazione dei territori in transizione: metodologie, strumenti e modelli di gestione per i Living Lab nelle aree interne. Il caso del Sicani Rural Lab.. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Palermo, 2026).

Design per l’Innovazione Sociale nella rigenerazione dei territori in transizione: metodologie, strumenti e modelli di gestione per i Living Lab nelle aree interne. Il caso del Sicani Rural Lab.

MORVILLO, Samuele
2026-07-06

Abstract

The regeneration of inner areas requires tools capable of making last over time what often begins as an isolated initiative, such as a laboratory, an event, a network of actors, a European project, or a local experiment. This research path addresses this issue starting from the Sicani Rural Lab, in the Sicani territory, observed as a case in which design can help transform scattered energies into a system of services that is understandable, accessible, and manageable. The living lab is understood as a light infrastructure of the territory: not only a physical space or a sequence of activities, but a set of relationships, rules, roles, tools, and entry channels that allows citizens, institutions, businesses, young people, researchers, and administrations to collaborate more clearly. The work integrates analysis of inner areas, the study of territorial policies, field observation, action research, workshops, hackathons, residencies, co-design, and service design. These activities make it possible to read local needs and resources, but above all to understand which conditions make a rural lab usable beyond its start-up phase. The comparison with other Sicilian experiences and with the Madrid Rural Lab helps distinguish what can be transferred from what depends on context: governance, operational continuity, accessibility, the capacity to activate the right actors, and clarity of processes. The outcome is a design and management model for the Sicani Rural Lab, built through tools such as stakeholder maps, personas, task analysis, service blueprints, system layouts, service master planning, and a digital platform conceived as an access point to the system. The main contribution consists in showing that social innovation, in inner areas, does not depend only on participation or the presence of technologies, but on the possibility of making the conditions for collaboration visible and repeatable. From this perspective, design acts as a method of translation between territory and service: it organizes what is dispersed, makes what is implicit discussable, and builds tools through which a community can recognize itself as an active part of a shared infrastructure.
6-lug-2026
La rigenerazione delle aree interne richiede strumenti capaci di far durare nel tempo ciò che spesso nasce come iniziativa isolata come un laboratorio, un evento, una rete di attori, un progetto europeo, una sperimentazione locale. Questo percorso di ricerca affronta tale problema a partire dal Sicani Rural Lab, nel territorio dei Sicani, osservato come caso in cui il design può contribuire a trasformare energie sparse in un sistema di servizi comprensibile, accessibile e gestibile. Il living lab viene inteso come una infrastruttura leggera del territorio: non solo uno spazio fisico o una sequenza di attività, ma un insieme di relazioni, regole, ruoli, strumenti e canali di ingresso che permette a cittadini, enti, imprese, giovani, ricercatori e amministrazioni di collaborare in modo più chiaro. Il lavoro integra analisi delle aree interne, studio delle politiche territoriali, osservazione sul campo, ricerca-azione, workshop, hackathon, residenze, co-design e service design. Queste attività permettono di leggere bisogni e risorse locali, ma soprattutto di capire quali condizioni rendono un rural lab utilizzabile oltre la fase di avvio. Il confronto con altre esperienze siciliane e con il Madrid Rural Lab aiuta a distinguere ciò che può essere trasferito da ciò che dipende dal contesto: governance, continuità operativa, accessibilità, capacità di attivare gli attori giusti e chiarezza dei processi. L’esito è un modello di progettazione e gestione per il Sicani Rural Lab, costruito attraverso strumenti come mappe degli attori, personas, analisi dei compiti, service blueprint, system layout, service master planning e una piattaforma digitale pensata come porta di accesso al sistema. Il contributo principale consiste nel mostrare che l’innovazione sociale, nelle aree interne, non dipende soltanto dalla partecipazione o dalla presenza di tecnologie, ma dalla possibilità di rendere visibili e ripetibili le condizioni della collaborazione. In questa prospettiva, il design agisce come metodo di traduzione tra territorio e servizio: organizza ciò che è disperso, rende discutibile ciò che è implicito e costruisce strumenti attraverso cui una comunità può riconoscersi come parte attiva di una infrastruttura condivisa.
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Morvillo, S. (2026). Design per l’Innovazione Sociale nella rigenerazione dei territori in transizione: metodologie, strumenti e modelli di gestione per i Living Lab nelle aree interne. Il caso del Sicani Rural Lab.. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Palermo, 2026).
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Descrizione: PhD Morvillo Samuele
Tipologia: Tesi di dottorato
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