Questo volume propone una radicale rilettura della filosofia di Aristotele, mettendo in discussione una delle immagini più consolidate della tradizione moderna: quella che fa di lui l’inventore delle scienze specialistiche. Attraverso un confronto serrato con l’intero Corpus Aristotelicum, l’autore dipinge il ritratto di un Aristotele ultimo erede di un sapere totale che si realizza nell’enciclopedia omerica e nella tradizione ionica, filosofica e medica. Lungi dall’essere uno dei molti praticanti di un sapere arido, dipartimentale e vicino al nostro peggior modo di fare scienza, Aristotele diviene qui il teorico, anzi l’aedo, di un universo vivente. Muovendo dall’analogia fra microcosmo e macrocosmo, il volume ricostruisce la continuità profonda fra fisica, biologia, cosmologia e metafisica, mostrando come lo studio dei viventi sublunari costituisca per Aristotele la via privilegiata per teorizzare la vita dei viventi sopralunari e del cosmo stesso. La natura non appare più suddivisa in ‘regioni ontologiche separate’: si rivela un unico organismo vivente. Il cosmo vivente è animato da un principio unitario e immobile, origine e fonte di ogni movimento e di ogni vita. Questa arché – che Aristotele chiama Motore immobile – non è tuttavia, in questa prospettiva di lettura, un principio trascendente, separato da un mondo mosso e controllato a distanza, come causa finale immateriale e astratta – o che lui muove ‘come fa l’oggetto amato’. Il Motore immobile è infatti qui la vita stessa dell’universo. La distinzione tradizionale fra mondo sopralunare e sublunare viene così profondamente ripensata: la vita è una sola, sopra e sotto la luna. La più radicale innovazione teorica del volume riguarda tuttavia non la forma e il fine, ma la materia dell’universo. La materia infatti, e non la forma, è la grande cenerentola del lessico teorico aristotelico. Si cerca dunque di rispondere alle seguenti domande: di cosa è costituito e come è fatto il corpo del cosmo? In che rapporto stanno i quattro elementi tradizionali col primo, che solo Aristotele nella tradizione greca teorizza? Perché la vita stessa – una sola, sopra e sotto la luna – e l’intelligenza, proprietà emergente della materia cosmica, sono epifenomeni dell’universo vivente? Ne emerge un’immagine inedita di Aristotele, che forse non piacerà a tutti. La cifra di questa lettura, e dell’immagine di Aristotele che ne scaturisce, è la fratellanza carnale di ogni forma di intelligenza e di vita, sulla terra e nel cielo, sopra e sotto la luna.

Laspia, P. (2026). Aristotele e la teoria dell'universo vivente. Palermo : Palermo University Press.

Aristotele e la teoria dell'universo vivente

Patrizia Laspia
2026-05-01

Abstract

Questo volume propone una radicale rilettura della filosofia di Aristotele, mettendo in discussione una delle immagini più consolidate della tradizione moderna: quella che fa di lui l’inventore delle scienze specialistiche. Attraverso un confronto serrato con l’intero Corpus Aristotelicum, l’autore dipinge il ritratto di un Aristotele ultimo erede di un sapere totale che si realizza nell’enciclopedia omerica e nella tradizione ionica, filosofica e medica. Lungi dall’essere uno dei molti praticanti di un sapere arido, dipartimentale e vicino al nostro peggior modo di fare scienza, Aristotele diviene qui il teorico, anzi l’aedo, di un universo vivente. Muovendo dall’analogia fra microcosmo e macrocosmo, il volume ricostruisce la continuità profonda fra fisica, biologia, cosmologia e metafisica, mostrando come lo studio dei viventi sublunari costituisca per Aristotele la via privilegiata per teorizzare la vita dei viventi sopralunari e del cosmo stesso. La natura non appare più suddivisa in ‘regioni ontologiche separate’: si rivela un unico organismo vivente. Il cosmo vivente è animato da un principio unitario e immobile, origine e fonte di ogni movimento e di ogni vita. Questa arché – che Aristotele chiama Motore immobile – non è tuttavia, in questa prospettiva di lettura, un principio trascendente, separato da un mondo mosso e controllato a distanza, come causa finale immateriale e astratta – o che lui muove ‘come fa l’oggetto amato’. Il Motore immobile è infatti qui la vita stessa dell’universo. La distinzione tradizionale fra mondo sopralunare e sublunare viene così profondamente ripensata: la vita è una sola, sopra e sotto la luna. La più radicale innovazione teorica del volume riguarda tuttavia non la forma e il fine, ma la materia dell’universo. La materia infatti, e non la forma, è la grande cenerentola del lessico teorico aristotelico. Si cerca dunque di rispondere alle seguenti domande: di cosa è costituito e come è fatto il corpo del cosmo? In che rapporto stanno i quattro elementi tradizionali col primo, che solo Aristotele nella tradizione greca teorizza? Perché la vita stessa – una sola, sopra e sotto la luna – e l’intelligenza, proprietà emergente della materia cosmica, sono epifenomeni dell’universo vivente? Ne emerge un’immagine inedita di Aristotele, che forse non piacerà a tutti. La cifra di questa lettura, e dell’immagine di Aristotele che ne scaturisce, è la fratellanza carnale di ogni forma di intelligenza e di vita, sulla terra e nel cielo, sopra e sotto la luna.
mag-2026
978-88-5509-861-8
Laspia, P. (2026). Aristotele e la teoria dell'universo vivente. Palermo : Palermo University Press.
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