Quali opere vengono tradotte di nuovo dopo il 1945 e perché? Il volume indaga la ritraduzione nel panorama editoriale del secondo dopoguerra attraverso l’analisi della letteratura tedesca pubblicata da Mondadori. Nel clima di rinnovamento culturale dell’Italia liberata, i paratesti delle edizioni mondadoriane segnano una cesura col passato fascista, annunciando con entusiasmo testi “finalmente integrali”. Dietro la retorica della rinascita democratica si osserva però la persistenza di pratiche editoriali conservative: la mancata riproposta di opere in precedenza sequestrate dal regime, pochi titoli inediti, rarissime ritraduzioni, numerose ristampe di libri pubblicati nel Ventennio – comprese versioni edulcorate dalla censura e ripresentate senza alcuna revisione – e presunte edizioni integrali che nascondono in realtà tagli e riduzioni. In questa continuità di repertorio, la scelta di ritradurre prescinde dall’opera stessa e non dipende né dall’invecchiamento delle traduzioni precedenti né dalle loro carenze. Reale o dichiarata che sia, la ritraduzione rivela invece la propria natura storicamente marcata e assume per l’editore una valenza discorsiva strategica come pratica di autorappresentazione, utile a consolidare la propria presenza sul mercato in base a logiche di concorrenza e di prestigio.
Barrale, N. (2026). Ritraduzioni e ristampe. Mondadori e la letteratura tedesca dopo il 1945. Roma : Carocci.
Ritraduzioni e ristampe. Mondadori e la letteratura tedesca dopo il 1945
Barrale, N
2026-04-01
Abstract
Quali opere vengono tradotte di nuovo dopo il 1945 e perché? Il volume indaga la ritraduzione nel panorama editoriale del secondo dopoguerra attraverso l’analisi della letteratura tedesca pubblicata da Mondadori. Nel clima di rinnovamento culturale dell’Italia liberata, i paratesti delle edizioni mondadoriane segnano una cesura col passato fascista, annunciando con entusiasmo testi “finalmente integrali”. Dietro la retorica della rinascita democratica si osserva però la persistenza di pratiche editoriali conservative: la mancata riproposta di opere in precedenza sequestrate dal regime, pochi titoli inediti, rarissime ritraduzioni, numerose ristampe di libri pubblicati nel Ventennio – comprese versioni edulcorate dalla censura e ripresentate senza alcuna revisione – e presunte edizioni integrali che nascondono in realtà tagli e riduzioni. In questa continuità di repertorio, la scelta di ritradurre prescinde dall’opera stessa e non dipende né dall’invecchiamento delle traduzioni precedenti né dalle loro carenze. Reale o dichiarata che sia, la ritraduzione rivela invece la propria natura storicamente marcata e assume per l’editore una valenza discorsiva strategica come pratica di autorappresentazione, utile a consolidare la propria presenza sul mercato in base a logiche di concorrenza e di prestigio.| File | Dimensione | Formato | |
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