La mia tesi di dottorato intende approfondire la teoria leibniziana dell'agire e del patire delle monadi ponendo a tema un elemento a cui solitamente si attribuisce la semplice funzione di predicato e che, per questo, è spesso presentato come elemento secondario e subordinato: quello della perfezione. La tesi di fondo della mia ricerca e del mio lavoro è che tale nozione, poiché coincide con il principio dell'esistenza delle sostanze, rappresenta lo sfondo a partire da cui Leibniz ha concepito l'azione monadica tout court e, di conseguenza, le azioni e passioni delle creature. A partire dall'idea di perfezione come regola dell'attività espressiva, presento l'agire e il patire come modalità differenti attraverso cui le creature - siano esse monadi nude, anime o spiriti - dispiegano la loro legge insita e partecipano in prima persona al progetto universale del migliore dei mondi possibili. Inoltre, muovendo dalla concezione delle sostanze come specchi viventi dell'universo, mostro che l'agire di una monade è favorito dall'agire delle altre, e che l'azione della prima costituisce a sua volta una promozione dell'azione altrui. Lo stesso è sostenuto a proposito del patire. Tali rimandi reciproci e tale circolarità non sono presentano comunque, nella filosofia leibniziana, il carattere dell'inesorabilità: al meccanicismo e alla necessità cieca che annullano la realtà dei possibili, Leibniz preferisce la teleologia e la necessità ipotetica. In questo senso, seppur sempre condizionata dalle altre monadi, ciascuna sostanza - e specialmente gli spiriti - può scegliere la postura da assumere nel mondo e a partire da cui produrre le proprie percezioni. Così, l'agire e il patire si rivelano eccedenti rispetto ai singoli atti monadici: agire è esprimere il meglio al meglio delle proprie possibilità e, in tal modo, realizzare la propria natura di principio; patire, invece, vuol dire rimanere un passo indietro rispetto al mondo, essere meno "generativi", e non giungere pienamente all'esistenza.

Iacona, S. (2026). I modi della partecipazione. Agire e patire nella filosofia di Leibniz. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Palermo, 2026).

I modi della partecipazione. Agire e patire nella filosofia di Leibniz

IACONA, Sara
2026-05-06

Abstract

La mia tesi di dottorato intende approfondire la teoria leibniziana dell'agire e del patire delle monadi ponendo a tema un elemento a cui solitamente si attribuisce la semplice funzione di predicato e che, per questo, è spesso presentato come elemento secondario e subordinato: quello della perfezione. La tesi di fondo della mia ricerca e del mio lavoro è che tale nozione, poiché coincide con il principio dell'esistenza delle sostanze, rappresenta lo sfondo a partire da cui Leibniz ha concepito l'azione monadica tout court e, di conseguenza, le azioni e passioni delle creature. A partire dall'idea di perfezione come regola dell'attività espressiva, presento l'agire e il patire come modalità differenti attraverso cui le creature - siano esse monadi nude, anime o spiriti - dispiegano la loro legge insita e partecipano in prima persona al progetto universale del migliore dei mondi possibili. Inoltre, muovendo dalla concezione delle sostanze come specchi viventi dell'universo, mostro che l'agire di una monade è favorito dall'agire delle altre, e che l'azione della prima costituisce a sua volta una promozione dell'azione altrui. Lo stesso è sostenuto a proposito del patire. Tali rimandi reciproci e tale circolarità non sono presentano comunque, nella filosofia leibniziana, il carattere dell'inesorabilità: al meccanicismo e alla necessità cieca che annullano la realtà dei possibili, Leibniz preferisce la teleologia e la necessità ipotetica. In questo senso, seppur sempre condizionata dalle altre monadi, ciascuna sostanza - e specialmente gli spiriti - può scegliere la postura da assumere nel mondo e a partire da cui produrre le proprie percezioni. Così, l'agire e il patire si rivelano eccedenti rispetto ai singoli atti monadici: agire è esprimere il meglio al meglio delle proprie possibilità e, in tal modo, realizzare la propria natura di principio; patire, invece, vuol dire rimanere un passo indietro rispetto al mondo, essere meno "generativi", e non giungere pienamente all'esistenza.
6-mag-2026
action; passion; perfection; spontaneity; teleology; cooperation
Iacona, S. (2026). I modi della partecipazione. Agire e patire nella filosofia di Leibniz. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Palermo, 2026).
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