La ricerca di dottorato indaga i mercati alimentari storici del Mediterraneo interpretandoli come configurazioni socio-spaziali complesse in cui le economie di prossimità e le pratiche di convivenza si sedimentano e rinnovano costantemente. La loro natura eterogenea, che spazia dalle strutture regolamentate agli spazi informali, impedisce una classificazione sistematica e li definisce piuttosto come nodi relazionali dove flussi materiali e immateriali generano configurazioni contingenti (Seale, 2016). Il mercato emerge qui come un fatto sociale totale (Sorgi, 2008) e un’esperienza incarnata (Slater e Tonkiss, 2001) in cui l’arte del fare quotidiana descritta da Michel de Certeau (1984) trasforma lo spazio attraverso gesti specifici, coreografie sociali e micro-tattiche di resistenza che sfuggono alla regolazione totale. Tali micro-geografie urbane svolgono una funzione cruciale nei quartieri popolari sostenendo economie inclusive e garantendo coesione sociale (Watson, 2009), eppure si trovano oggi al centro di una tensione costitutiva generata dalle pressioni della turistificazione e dalle economie dell’esperienza che tendono a riconfigurarli in piattaforme di consumo estetizzato. Questa dinamica trasforma i mercati in "spazi contesi" (González, 2018) dove la dimensione comunitaria si scontra con processi di gentrificazione commerciale che traducono l’identità locale in merce simbolica all’interno dei foodscapes urbani (Adema, 2007; Fusté-Forné, 2023). Il percorso di ricerca adotta il Pensiero Meridiano (Cassano, 2021) come chiave epistemologica per valorizzare la densità simbolica e la lentezza processuale di questi contesti, proponendo un approccio progettuale che non impone modelli esterni ma agisce come infrastruttura di ascolto per attivare le ecologie locali e sostenere l’autonomia delle comunità nel dare forma a iniziative radicate nelle proprie economie morali. Il design si orienta dichiaratamente all’innovazione sociale (Manzini, 2015) interpretando la prossimità (Manzini, 2021) come principio etico per abitare i territori secondo logiche di coesistenza plurale (Escobar, 2018) e cura (Haraway, 1988; de la Bellacasa, 2017). L'indagine adotta gli strumenti propri del Service Design per osservare e riconfigurare le interazioni tra attori, spazi e servizi, integrando la prospettiva della Sitopia di Carolyn Steel (2021) che pone il cibo al centro delle dinamiche ecologiche ed economiche. Attraverso un approccio metodologico qualitativo e situato lo studio mette a confronto casi studio distribuiti tra Sicilia, Barcellona e Beirut, facendo emergere le tensioni tra le economie di prossimità e le pressioni della turistificazione che rischiano di alterare la natura di questi luoghi. L'analisi si concentra infine sul mercato di Ballarò a Palermo descrivendo un contesto segnato da una governance grigia e da un'informalità diffusa che agisce come impalcatura di resilienza. Gli esiti della ricerca si concretizzano in tre output progettuali interconnessi costituiti da un Framework Diagnostico per misurare lo stato di salute del sistema mercato, un set di Linee Guida Operative orientate alla rigenerazione delle filiere e alla cura dello spazio comune e infine un Manifesto del Mercato Meridiano.

(2026). Design per il mercato della prossimità. Analisi e pratiche per attivare e radicare relazioni, identità e cura tra i mercati storici mediterranei. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Palermo, 2026).

Design per il mercato della prossimità. Analisi e pratiche per attivare e radicare relazioni, identità e cura tra i mercati storici mediterranei

TRISCHITTA, CARMEN
2026-03-02

Abstract

La ricerca di dottorato indaga i mercati alimentari storici del Mediterraneo interpretandoli come configurazioni socio-spaziali complesse in cui le economie di prossimità e le pratiche di convivenza si sedimentano e rinnovano costantemente. La loro natura eterogenea, che spazia dalle strutture regolamentate agli spazi informali, impedisce una classificazione sistematica e li definisce piuttosto come nodi relazionali dove flussi materiali e immateriali generano configurazioni contingenti (Seale, 2016). Il mercato emerge qui come un fatto sociale totale (Sorgi, 2008) e un’esperienza incarnata (Slater e Tonkiss, 2001) in cui l’arte del fare quotidiana descritta da Michel de Certeau (1984) trasforma lo spazio attraverso gesti specifici, coreografie sociali e micro-tattiche di resistenza che sfuggono alla regolazione totale. Tali micro-geografie urbane svolgono una funzione cruciale nei quartieri popolari sostenendo economie inclusive e garantendo coesione sociale (Watson, 2009), eppure si trovano oggi al centro di una tensione costitutiva generata dalle pressioni della turistificazione e dalle economie dell’esperienza che tendono a riconfigurarli in piattaforme di consumo estetizzato. Questa dinamica trasforma i mercati in "spazi contesi" (González, 2018) dove la dimensione comunitaria si scontra con processi di gentrificazione commerciale che traducono l’identità locale in merce simbolica all’interno dei foodscapes urbani (Adema, 2007; Fusté-Forné, 2023). Il percorso di ricerca adotta il Pensiero Meridiano (Cassano, 2021) come chiave epistemologica per valorizzare la densità simbolica e la lentezza processuale di questi contesti, proponendo un approccio progettuale che non impone modelli esterni ma agisce come infrastruttura di ascolto per attivare le ecologie locali e sostenere l’autonomia delle comunità nel dare forma a iniziative radicate nelle proprie economie morali. Il design si orienta dichiaratamente all’innovazione sociale (Manzini, 2015) interpretando la prossimità (Manzini, 2021) come principio etico per abitare i territori secondo logiche di coesistenza plurale (Escobar, 2018) e cura (Haraway, 1988; de la Bellacasa, 2017). L'indagine adotta gli strumenti propri del Service Design per osservare e riconfigurare le interazioni tra attori, spazi e servizi, integrando la prospettiva della Sitopia di Carolyn Steel (2021) che pone il cibo al centro delle dinamiche ecologiche ed economiche. Attraverso un approccio metodologico qualitativo e situato lo studio mette a confronto casi studio distribuiti tra Sicilia, Barcellona e Beirut, facendo emergere le tensioni tra le economie di prossimità e le pressioni della turistificazione che rischiano di alterare la natura di questi luoghi. L'analisi si concentra infine sul mercato di Ballarò a Palermo descrivendo un contesto segnato da una governance grigia e da un'informalità diffusa che agisce come impalcatura di resilienza. Gli esiti della ricerca si concretizzano in tre output progettuali interconnessi costituiti da un Framework Diagnostico per misurare lo stato di salute del sistema mercato, un set di Linee Guida Operative orientate alla rigenerazione delle filiere e alla cura dello spazio comune e infine un Manifesto del Mercato Meridiano.
2-mar-2026
Proximity; Food Market; Service Design; Design for Social Innovation; Mediterranean Food Market.
(2026). Design per il mercato della prossimità. Analisi e pratiche per attivare e radicare relazioni, identità e cura tra i mercati storici mediterranei. (Tesi di dottorato, Università degli Studi di Palermo, 2026).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/699032
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