Questo studio analizza gli esiti economico-organizzativi di undici imprese italiane oggetto di infiltrazione mafiosa e sottoposte a misure di prevenzione “soft”, amministrazione giudiziaria (art. 34) e controllo giudiziario (art. 34-bis) del Codice Antimafia. Il disegno è multi-caso e triangola atti giudiziari (per l’identificazione accurata dei casi) con dati AIDA, seguendo tre fasi (pre-intervento, intervento, post-intervento). La performance è valutata tramite quattro indicatori chiave (valore della produzione, rapporto corrente, utile netto, rapporto debito/capitale proprio) e comparata con peer group omogenei per settore (NACE), dimensione e area NUTS. I risultati evidenziano eterogeneità degli andamenti economico-finanziari: in più casi l’intervento preserva l’operatività e attiva una temporanea stabilizzazione; tuttavia, nel post-intervento riemergono criticità su liquidità e struttura del capitale, con tendenza della leva a risalire. Ciò suggerisce che il ripristino formale della legalità non si traduce automaticamente in viabilità economica né in piena ricostruzione della legittimità relazionale: debolezze di governance, capability manageriali limitate e fragilità delle reti con stakeholder possono spingere dall’illegalità alla marginalità competitiva. Sul piano di policy, le misure ex artt. 34/34-bis funzionano soprattutto come stabilizzatori di breve periodo; per diventare leve realmente trasformative devono essere innestate in un ecosistema di accompagnamento post-intervento che combini mentoring gestionale e rafforzamento del controllo di gestione, credito-ponte per il capitale circolante, servizi avanzati di compliance (es. MOG 231) e partnership operative con sistema bancario e istituzioni locali. Quanto ai limiti dello studio, la scelta di un campione intenzionale centrato sul contesto italiano, la natura eterogenea della finestra post-intervento e la prevalenza di indicatori contabili raccomandano prudenza nell’interpretazione dei risultati. In prospettiva, la ricerca dovrebbe ampliare il numero dei casi, affiancare in modo sistematico evidenze qualitative (governance, processi decisionali, relazioni con gli stakeholder) e sperimentare disegni econometrici e longitudinali, anche in contesti normativi differenti, così da migliorare robustezza e trasferibilità delle evidenze.
Scire, G.; Bivona, E. (4-5 Dicembre 2025).Infiltrazione della criminalità organizzata, misure di prevenzione “soft” e resilienza aziendale: evidenze da uno primo campione di studio.
Infiltrazione della criminalità organizzata, misure di prevenzione “soft” e resilienza aziendale: evidenze da uno primo campione di studio
giovanni scire
;enzo bivona
Abstract
Questo studio analizza gli esiti economico-organizzativi di undici imprese italiane oggetto di infiltrazione mafiosa e sottoposte a misure di prevenzione “soft”, amministrazione giudiziaria (art. 34) e controllo giudiziario (art. 34-bis) del Codice Antimafia. Il disegno è multi-caso e triangola atti giudiziari (per l’identificazione accurata dei casi) con dati AIDA, seguendo tre fasi (pre-intervento, intervento, post-intervento). La performance è valutata tramite quattro indicatori chiave (valore della produzione, rapporto corrente, utile netto, rapporto debito/capitale proprio) e comparata con peer group omogenei per settore (NACE), dimensione e area NUTS. I risultati evidenziano eterogeneità degli andamenti economico-finanziari: in più casi l’intervento preserva l’operatività e attiva una temporanea stabilizzazione; tuttavia, nel post-intervento riemergono criticità su liquidità e struttura del capitale, con tendenza della leva a risalire. Ciò suggerisce che il ripristino formale della legalità non si traduce automaticamente in viabilità economica né in piena ricostruzione della legittimità relazionale: debolezze di governance, capability manageriali limitate e fragilità delle reti con stakeholder possono spingere dall’illegalità alla marginalità competitiva. Sul piano di policy, le misure ex artt. 34/34-bis funzionano soprattutto come stabilizzatori di breve periodo; per diventare leve realmente trasformative devono essere innestate in un ecosistema di accompagnamento post-intervento che combini mentoring gestionale e rafforzamento del controllo di gestione, credito-ponte per il capitale circolante, servizi avanzati di compliance (es. MOG 231) e partnership operative con sistema bancario e istituzioni locali. Quanto ai limiti dello studio, la scelta di un campione intenzionale centrato sul contesto italiano, la natura eterogenea della finestra post-intervento e la prevalenza di indicatori contabili raccomandano prudenza nell’interpretazione dei risultati. In prospettiva, la ricerca dovrebbe ampliare il numero dei casi, affiancare in modo sistematico evidenze qualitative (governance, processi decisionali, relazioni con gli stakeholder) e sperimentare disegni econometrici e longitudinali, anche in contesti normativi differenti, così da migliorare robustezza e trasferibilità delle evidenze.| File | Dimensione | Formato | |
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Infiltrazione+della+criminalità+organizzata,+misure+di+prevenzione+“soft”+e+resilienza+aziendale.pdf
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