Valerio Villareale fu un prestigioso esponente palermitano del Neoclassicismo scultoreo siciliano. Egli si formò, in una fase iniziale, presso la scuola del pittore Giuseppe Velasco, eminente figura del Neoclassicismo meridionale, per poi recarsi, nel 1795, a Napoli e, nel 1797, a Roma su volontà del Re Ferdinando. L’esperienza formativa romana fu molto incisiva per il Villareale, dal momento che gli offrì la possibilità di conoscere le innovazioni linguistiche, elaborate da Canova, del quale fu un bravo epigono. Villareale ricevette importanti commissioni, a Napoli, da parte di Murat che dei Borbone. Nel 1814 l’artista ritornò a Palermo, città nella quale operò scolpendo molteplici opere come i mezzo-busti dedicati a Salvatore Morso, Pietro Novelli e Vincenzo Bellini. Altrettanto degne di attenzione sono il Monumento a Giovanni Meli e il Monumento al Beato Giuliano Majali. Particolarmente suggestive risultano essere i rilievi, intitolati Traslazione delle spoglie di S. Rosalia e S. Rosalia scaccia la peste, eseguite per la Cattedrale di Palermo. Infine, preziosa e dalla complessa lettura iconologica è l’altorilievo, intitolato Sicilia incoronata da Cerere e da Minerva, sita presso la sede del Municipio di Palermo. Infatti, in quest’opera il simbolo esoterico, dato dal Triscele, si unisce a quello essoterico, offerto dall’incoronamento della Sicilia da parte di Cerere e di Minerva, risultando nella sua globalità un’opera complessa e dai molteplici significati interpretativi.

La Monica, M. (2012). Valerio Villareale. Palermo : Pitti.

Valerio Villareale

LA MONICA, Marcella
2012-01-01

Abstract

Valerio Villareale fu un prestigioso esponente palermitano del Neoclassicismo scultoreo siciliano. Egli si formò, in una fase iniziale, presso la scuola del pittore Giuseppe Velasco, eminente figura del Neoclassicismo meridionale, per poi recarsi, nel 1795, a Napoli e, nel 1797, a Roma su volontà del Re Ferdinando. L’esperienza formativa romana fu molto incisiva per il Villareale, dal momento che gli offrì la possibilità di conoscere le innovazioni linguistiche, elaborate da Canova, del quale fu un bravo epigono. Villareale ricevette importanti commissioni, a Napoli, da parte di Murat che dei Borbone. Nel 1814 l’artista ritornò a Palermo, città nella quale operò scolpendo molteplici opere come i mezzo-busti dedicati a Salvatore Morso, Pietro Novelli e Vincenzo Bellini. Altrettanto degne di attenzione sono il Monumento a Giovanni Meli e il Monumento al Beato Giuliano Majali. Particolarmente suggestive risultano essere i rilievi, intitolati Traslazione delle spoglie di S. Rosalia e S. Rosalia scaccia la peste, eseguite per la Cattedrale di Palermo. Infine, preziosa e dalla complessa lettura iconologica è l’altorilievo, intitolato Sicilia incoronata da Cerere e da Minerva, sita presso la sede del Municipio di Palermo. Infatti, in quest’opera il simbolo esoterico, dato dal Triscele, si unisce a quello essoterico, offerto dall’incoronamento della Sicilia da parte di Cerere e di Minerva, risultando nella sua globalità un’opera complessa e dai molteplici significati interpretativi.
Settore L-ART/02 - Storia Dell'Arte Moderna
978-88-96569-16-0
La Monica, M. (2012). Valerio Villareale. Palermo : Pitti.
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