In the cults addressed to the Madonnas and Saints in Sicily and Crete, in particular in those characterized by the display and manipulation of plant fronds, the use of healing waters, the re-use of ancient cult spaces (caves, mountain peaks, woods), mythical models and ritual symbols typical of an ancient pattern of the sacred feminine seem to continue to reiterate which, from time to time, disarticulated and remodulated, proves to be anything but outdated and which indeed continues to give meaning to the multiple and renewed instances of experience contemporary religion. Whether we want to admit or reject the hypothesis of a historical relationship between the expressions of the sacred feminine and the related ancient cultic forms with contemporary popular ones (of goddesses and nymphs with saints and Madonnas), whether or not we want to accept the very idea of pre-eminence of female divinities in the prehistoric and protohistoric magical-religious universe of Mediterranean cultures, the indisputable fact remains that a multiplicity of rites, beliefs, cults documented in Euro-Mediterranean folklore are in no way attributable to Jewish horizons -Christians nor can they be considered, if only because of their diffusion, popular neo-formations or modern and contemporary inventions. It is therefore necessary, both for folkloric and historical-religious disciplines, to return to reflect critically on the relationships between the various divinities of the ancient Mediterranean, in turn attributable to the mythical-ritual motif of the Great Mother, and the various local declinations of the Catholic sacred feminine.

Nei culti rivolti alle Madonne e alle Sante in Sicilia e a Creta, in particolare in quelli caratterizzati dall’ostensione e dalla manipolazione di fronde vegetali, dall’uso di acque salutifere, dal riutilizzo di antichi spazi cultuali (grotte, cime montuose, boschi), sembra continuino a reiterarsi modelli mitici e simboli rituali propri di un antico pattern del sacro femminile che, di volta in volta, disarticolato e rimodulato, si rivela tutt’altro che inattuale e che anzi continua a conferire senso alle molteplici e rinnovate istanze dell’esperienza religiosa contemporanea. Che si voglia ammettere ovvero respingere l’ipotesi di una relazione storica delle espressioni del sacro femminile e delle relative forme cultuali antiche con quelle popolari contemporanee (di dee e ninfe con sante e Madonne), che si voglia accogliere o meno l’idea stessa di una preminenza delle divinità femminili nell’universo magico-religioso preistorico e protostorico delle culture mediterranee, resta il fatto, incontestabile, che una molteplicità di riti, di credenze, di culti documentati nel folklore euro-mediterraneo non sono in alcun modo riconducibili a orizzonti ebreo-cristiani né possono essere considerati, se non altro in ragione della loro diffusione, neo-formazioni popolari o invenzioni moderne e contemporanee. È necessario, pertanto, sia per le discipline folkloriche sia per quelle storico-religiose, tornare a riflettere criticamente sulle relazioni tra le diverse divinità del Mediterraneo antico, a loro volta riconducibili al motivo mitico-rituale della Grande Madre, e le diverse declinazioni locali del sacro femminile cattolico.

Buttitta, I. (2022). Una è la forma, molti sono i nomi : scenari del sacro femminile tra la Sicilia e Creta. Palermo : Edizioni Museo Pasqualino.

Una è la forma, molti sono i nomi : scenari del sacro femminile tra la Sicilia e Creta

Buttitta, Ignazio
2022-12-01

Abstract

Nei culti rivolti alle Madonne e alle Sante in Sicilia e a Creta, in particolare in quelli caratterizzati dall’ostensione e dalla manipolazione di fronde vegetali, dall’uso di acque salutifere, dal riutilizzo di antichi spazi cultuali (grotte, cime montuose, boschi), sembra continuino a reiterarsi modelli mitici e simboli rituali propri di un antico pattern del sacro femminile che, di volta in volta, disarticolato e rimodulato, si rivela tutt’altro che inattuale e che anzi continua a conferire senso alle molteplici e rinnovate istanze dell’esperienza religiosa contemporanea. Che si voglia ammettere ovvero respingere l’ipotesi di una relazione storica delle espressioni del sacro femminile e delle relative forme cultuali antiche con quelle popolari contemporanee (di dee e ninfe con sante e Madonne), che si voglia accogliere o meno l’idea stessa di una preminenza delle divinità femminili nell’universo magico-religioso preistorico e protostorico delle culture mediterranee, resta il fatto, incontestabile, che una molteplicità di riti, di credenze, di culti documentati nel folklore euro-mediterraneo non sono in alcun modo riconducibili a orizzonti ebreo-cristiani né possono essere considerati, se non altro in ragione della loro diffusione, neo-formazioni popolari o invenzioni moderne e contemporanee. È necessario, pertanto, sia per le discipline folkloriche sia per quelle storico-religiose, tornare a riflettere criticamente sulle relazioni tra le diverse divinità del Mediterraneo antico, a loro volta riconducibili al motivo mitico-rituale della Grande Madre, e le diverse declinazioni locali del sacro femminile cattolico.
Settore M-DEA/01 - Discipline Demoetnoantropologiche
979-12-80664-32-7
https://www.edizionimuseopasqualino.it
Buttitta, I. (2022). Una è la forma, molti sono i nomi : scenari del sacro femminile tra la Sicilia e Creta. Palermo : Edizioni Museo Pasqualino.
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