Questo libro parla del lato oscuro – offensivo, violento, ingannevole – delle parole. Lo fa mettendo in dialogo studiosi di competenza diversa, tutti mossi dalla profonda consapevolezza dei dirompenti effetti delle parole sulla vita delle persone. Si tratta, dunque, di un dialogo sul potere delle parole; o meglio, di un insieme di quattro dialoghi tematici su differenti questioni che sorgono quando si ragioni su quel potere. Il paradosso del cospirazionista come parresiasta, che afferma cose contrarie all’evidenza, pretendendo di svelare così verità nascoste. Il rapporto fra verità e libertà di parola: qual è il modo più ragionevole di tenere insieme libertà di parola, verità scientifica e democrazia? L’uso della parola per suscitare il riso, dunque per sdrammatizzare, ma anche per deridere: è lecito ridere di qualsiasi cosa? Non è, la parola usata per suscitare il riso, la massima forma di violenza, quando, offendendolo, priva l’altro persino dell’austera dignità del tragico? La parola d’odio: come porsi rispetto a questa forma di violenza, così estrema e pervasiva, eppure così evanescente (verba volant)? Reprimere? Tollerare? O provare a risignificarla cosicché essa perda la sua scorza offensiva?

Di Piazza S, Spena A (2022). Parole cattive: la libertà di espressione tra linguaggio, diritto e filosofia.

Parole cattive: la libertà di espressione tra linguaggio, diritto e filosofia

Di Piazza S;Spena A
2022-01-01

Abstract

Questo libro parla del lato oscuro – offensivo, violento, ingannevole – delle parole. Lo fa mettendo in dialogo studiosi di competenza diversa, tutti mossi dalla profonda consapevolezza dei dirompenti effetti delle parole sulla vita delle persone. Si tratta, dunque, di un dialogo sul potere delle parole; o meglio, di un insieme di quattro dialoghi tematici su differenti questioni che sorgono quando si ragioni su quel potere. Il paradosso del cospirazionista come parresiasta, che afferma cose contrarie all’evidenza, pretendendo di svelare così verità nascoste. Il rapporto fra verità e libertà di parola: qual è il modo più ragionevole di tenere insieme libertà di parola, verità scientifica e democrazia? L’uso della parola per suscitare il riso, dunque per sdrammatizzare, ma anche per deridere: è lecito ridere di qualsiasi cosa? Non è, la parola usata per suscitare il riso, la massima forma di violenza, quando, offendendolo, priva l’altro persino dell’austera dignità del tragico? La parola d’odio: come porsi rispetto a questa forma di violenza, così estrema e pervasiva, eppure così evanescente (verba volant)? Reprimere? Tollerare? O provare a risignificarla cosicché essa perda la sua scorza offensiva?
Freedom of expression - Parresia - Verbal violence - Hate speech
9788822908261
Di Piazza S, Spena A (2022). Parole cattive: la libertà di espressione tra linguaggio, diritto e filosofia.
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