In July 1825, the architect-draftsman Jean-Jacques Lequeu (Rouen 1757-Paris 1826) packed up most of his life's work at the drawing board and donated them to the King's Library (now the Bibliothèque Nationale de France) just a year before he died in his Paris flat at 33 rue Saint-Sauveur. From then on, the group of drawings that belonged to the Norman architect would form one of the most heterogeneous and richly varied collections in the département des estampes et de la photographie, where they are kept today. This unusual collection includes a number of manuscript volumes accompanied by masterfully watercoloured plates - such as those of Architecture Civile and Nouvelle Méthode - but also a series of sheets containing various projects that were never realised, portraits and sneering self-portraits, figures of the male and female sexes, maps and cartographies, drawings on entomology, botany and mechanics, a short treatise on etching technique, a diary on an alleged trip to Italy and a short essay on how to wash, dye and starch linen. A dizzying succession of themes that justify the proliferation of epithets attributed to Lequeu by historiographers over the years. The already complex graphic apparatus is accompanied by the author's biographical events, full of ambiguous phases and knots that have yet to be unravelled, further entangled by the spectre of Marcel Duchamp hovering over the designer's work, whom some see as the head of a pataphysical-surrealist conspiracy, aimed at fighting Le Corbusier's modernist ideas. Often hastily dismissed as the least famous of the architects in Kaufmanni's triad, Lequeu is no longer unknown, yet there are still many gaps to fill and just as many new ideas to offer in the study of this enigmatic figure. The book starts with these "fragments" of paper, ink and colour, tracing a path that delves into an infinitesimal part of the graphic heritage given to us by Lequeu, namely the Nouvelle Méthode appliquée aux principes élémentaires du dessin, tendant à perfectionner graphiquement le tracé de la tête de l'homme au moyen de diverses figures géométriques, a brief treatise on the drawing of the human head and its individual parts, dated 1792. The study is carried out using the tools of drawing and graphic analysis, which are considered more appropriate to fill certain interpretative gaps as well as to offer the renewed point of view that the investigation of Lequeu's work deserves. The graphic decomposition of the treatise tables, in parallel with the study of the manuscript, highlights the contrast between the bizarre uniqueness of the method and the profound, at times disarming and cumbersome, coherence of the geometrical constructions, giving Lequeu's work a respectable place alongside the most famous treatises. Perhaps it is the perturbing fascination of the dazzling lavis drawings that has been the main reason for the scholar's attention being diverted over the years. Lequeu's drawings have never before been closely analysed with the tools of the draughtsman.

Nel mese di luglio del 1825, l’architetto-disegnatore Jean-Jacques Lequeu (Rouen 1757-Parigi 1826) confeziona gran parte dei lavori di una vita trascorsa al tavolo da disegno per donarli alla Biblioteca del Re (oggi Biblioteca Nazionale di Francia) appena un anno prima di spegnersi nel suo appartamento di Parigi al numero 33 di rue Saint-Sauveur. Da quel momento il gruppo di disegni appartenuti all’architetto normanno costituirà una delle collezioni più eterogenee e ricche di contenuti di tutto il département des estampes et de la photographie, dove oggi sono custoditi. Di questa insolita raccolta fanno parte alcuni volumi manoscritti corredati da tavole magistralmente acquerellate – come quelle della Architecture Civile e della Nouvelle Méthode – ma anche una serie di fogli contenenti vari progetti mai realizzati, ritratti e autoritratti ghignanti, figure di sessi maschili e femminili, mappe e cartografie, disegni di entomologia, di botanica e meccanica, un breve trattato sulla tecnica dell’acquaforte, un diario su un presunto viaggio in Italia e un breve componimento su come lavare la biancheria, tingerla e inamidarla. Un vertiginoso susseguirsi di temi che giustifica il proliferare di epiteti attribuiti negli anni a Lequeu da parte della storiografia. Il già complesso apparato grafico è accompagnato dalle vicende biografiche dell’autore, ricche di fasi ambigue e colme di nodi ancora da sciogliere, ulteriormente aggrovigliati dallo spettro di Marcel Duchamp che aleggia sull’opera del disegnatore e che alcuni vedrebbero a capo di una congiura patafisico-surrealista, atta a dar battaglia alle idee moderniste di Le Corbusier. Bollato spesso frettolosamente come il meno celebre tra gli architetti della triade kaufmanniana, oggi Lequeu non è più uno sconosciuto, eppure sono ancora numerosi i vuoti da colmare e altrettanti gli spunti nuovi da proporre nello studio di questa enigmatica figura. Il volume parte da questi “frammenti” di carta, inchiostro e colore tracciando un percorso che approfondisce un’infinitesima parte del patrimonio grafico regalatoci da Lequeu, ovvero la Nouvelle Méthode appliquée aux principes élémentaires du dessin, tendant à perfectionner graphiquement le tracé de la tête de l’homme au moyen de diverses figures géométriques, un breve trattato sul disegno della testa umana e delle singole parti che la compongono, datato 1792. Lo studio viene condotto attraverso l’utilizzo degli strumenti del disegno e dell’analisi grafica, ritenuti più adeguati a riempire talune lacune interpretative oltre che ad offrire quel rinnovato punto di vista che l’indagine dell’opera di Lequeu meriterebbe. La scomposizione grafica delle tavole del trattato, parallelamente allo studio del manoscritto, mette in evidenza il contrasto tra la bizzarra unicità del metodo e la profonda, a tratti disarmante e macchinosa, coerenza delle costruzioni geometriche, assegnando all’opera di Lequeu un posto di tutto rispetto a fianco dei trattati più celebri. Forse è proprio il fascino perturbante sprigionato dalle abbacinanti tavole trattate al lavis la causa principale che negli anni ha distolto lo sguardo dello studioso. I disegni di Lequeu, infatti, fino ad oggi non erano mai stati analizzati da vicino con gli strumenti del disegnatore.

Romano F. (2021). Nouvelle Méthode di Jean-Jacques Lequeu. Ridisegno, analisi grafica e rilettura critica. Milano : FrancoAngeli.

Nouvelle Méthode di Jean-Jacques Lequeu. Ridisegno, analisi grafica e rilettura critica

Romano F.
2021

Abstract

Nel mese di luglio del 1825, l’architetto-disegnatore Jean-Jacques Lequeu (Rouen 1757-Parigi 1826) confeziona gran parte dei lavori di una vita trascorsa al tavolo da disegno per donarli alla Biblioteca del Re (oggi Biblioteca Nazionale di Francia) appena un anno prima di spegnersi nel suo appartamento di Parigi al numero 33 di rue Saint-Sauveur. Da quel momento il gruppo di disegni appartenuti all’architetto normanno costituirà una delle collezioni più eterogenee e ricche di contenuti di tutto il département des estampes et de la photographie, dove oggi sono custoditi. Di questa insolita raccolta fanno parte alcuni volumi manoscritti corredati da tavole magistralmente acquerellate – come quelle della Architecture Civile e della Nouvelle Méthode – ma anche una serie di fogli contenenti vari progetti mai realizzati, ritratti e autoritratti ghignanti, figure di sessi maschili e femminili, mappe e cartografie, disegni di entomologia, di botanica e meccanica, un breve trattato sulla tecnica dell’acquaforte, un diario su un presunto viaggio in Italia e un breve componimento su come lavare la biancheria, tingerla e inamidarla. Un vertiginoso susseguirsi di temi che giustifica il proliferare di epiteti attribuiti negli anni a Lequeu da parte della storiografia. Il già complesso apparato grafico è accompagnato dalle vicende biografiche dell’autore, ricche di fasi ambigue e colme di nodi ancora da sciogliere, ulteriormente aggrovigliati dallo spettro di Marcel Duchamp che aleggia sull’opera del disegnatore e che alcuni vedrebbero a capo di una congiura patafisico-surrealista, atta a dar battaglia alle idee moderniste di Le Corbusier. Bollato spesso frettolosamente come il meno celebre tra gli architetti della triade kaufmanniana, oggi Lequeu non è più uno sconosciuto, eppure sono ancora numerosi i vuoti da colmare e altrettanti gli spunti nuovi da proporre nello studio di questa enigmatica figura. Il volume parte da questi “frammenti” di carta, inchiostro e colore tracciando un percorso che approfondisce un’infinitesima parte del patrimonio grafico regalatoci da Lequeu, ovvero la Nouvelle Méthode appliquée aux principes élémentaires du dessin, tendant à perfectionner graphiquement le tracé de la tête de l’homme au moyen de diverses figures géométriques, un breve trattato sul disegno della testa umana e delle singole parti che la compongono, datato 1792. Lo studio viene condotto attraverso l’utilizzo degli strumenti del disegno e dell’analisi grafica, ritenuti più adeguati a riempire talune lacune interpretative oltre che ad offrire quel rinnovato punto di vista che l’indagine dell’opera di Lequeu meriterebbe. La scomposizione grafica delle tavole del trattato, parallelamente allo studio del manoscritto, mette in evidenza il contrasto tra la bizzarra unicità del metodo e la profonda, a tratti disarmante e macchinosa, coerenza delle costruzioni geometriche, assegnando all’opera di Lequeu un posto di tutto rispetto a fianco dei trattati più celebri. Forse è proprio il fascino perturbante sprigionato dalle abbacinanti tavole trattate al lavis la causa principale che negli anni ha distolto lo sguardo dello studioso. I disegni di Lequeu, infatti, fino ad oggi non erano mai stati analizzati da vicino con gli strumenti del disegnatore.
Settore ICAR/17 - Disegno
9788835117827
Romano F. (2021). Nouvelle Méthode di Jean-Jacques Lequeu. Ridisegno, analisi grafica e rilettura critica. Milano : FrancoAngeli.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/537662
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