The scientific attention towards the history of the Norman architecture in Sicily focused, above all, on the most important buildings of the Reign period (1131-1196), considered as examples of cultural syncretism that characterized Sicilian multiethnic society during the 12th century. This syncretism was the arrival point of a path started during the County period (1061-1131). The aim of this research was to increase the knowledge of Sicilian architecture during the Norman County period (cathedrals of Troina, Lipari, Mazara del Vallo, Agrigento, Syracuse and Catania) and to try to determine its origins and distinctive features. We led our study using the methods of the history of architecture and the archéologie du bâty to deepen the knowledge of every single building in every aspect. Except for the cathedral of Syracuse, we identified two models: the first one a single-nave church implemented during the period of the conquest (1061-1091); the second one a basilica-type building implemented once the conquest was well-established. It has been noticed that both models can be related to the northern Benedictine architectural experiences, especially the Normandy. Concerning the building sites, building techniques used for each church building let us to suppose that the realization of the models imported from northern countries in Sicily were commissioned to local workers. That was the beginning of a process of intercultural and linguistic exchange we can physically see in the buildings: a developing process, led to the complete syncretism of architecture during the Reign period.

Il progetto nasce dalla considerazione che l’attenzione scientifica verso la storia dell’architettura “normanna” di Sicilia si è focalizzata soprattutto sulle grandi architetture del periodo del Regno (1131-1196), ad esempio le cattedrali di Cefalù Palermo e Monreale, intese come la trasposizione materiale del sincretismo culturale che caratterizzava la società multietnica siciliana del secolo XII. In realtà questo sincretismo è però il punto d’arrivo di un percorso iniziato durante il periodo della Contea (1061-1131), grazie all’azione politica del Gran Conte di Ruggero I d’Altavilla. Lo scopo di questo lavoro è quindi approfondire la conoscenza delle architetture siciliane del tempo della Contea normanna, indagarne l’origine e gli aspetti caratterizzanti. A tal fine lo studio è stato concentrato sulle cattedrali commissionate da Ruggero I d’Altavilla - cattedrali di Troina, Lipari, Mazara del Vallo, Agrigento, Siracusa e Catania - ritenute essere gli edifici che più degli altri potevano avere veicolato i caratteri formali e costruttivi caratterizzanti i cantieri comitali di Sicilia. Tuttavia, al contrario delle cattedrali del Regno, quelle della Contea hanno subito nei secoli parecchi interventi che ne hanno alterato pesantemente il volto originario. A causa di ciò è stato necessario indagare gli edifici singolarmente per rintracciare in ognuno quanto riferibile al momento della loro fondazione. Presa conoscenza dello stato degli studi, le indagini sono state condotte con le metodologie tipiche delle discipline della storia dell’architettura e dell’archéologie du bâty, per approfondire la conoscenza di ogni singolo edificio sotto più punti di vista. Sono state quindi eseguite ricerche dirette (rilievo metrico, introspezione georadar, analisi stratigrafiche) e indirette (ricerca di fonti archivistiche e iconografiche) applicate seguendo la logica del “caso per caso”, ovvero a seconda delle esigenze presentate da ogni edificio in base alle conoscenze dedotte dallo stato degli studi. Isolate per ogni cattedrale le porzioni riconducibili al periodo normanno, i dati raccolti hanno permesso di sviluppare le ipotesi sull’aspetto originario di ogni edificio. Nel successivo processo di sintesi sono state confrontate le ipotesi elaborate e i risultati provenienti dallo studio delle pratiche cantieristiche. Escludendo il caso di Siracusa, riconversione in chiesa latina di una bizantina a sua volta rielaborata all’interno di un tempio greco, è emersa la presenza di due differenti modelli: uno a navata unica (cattedrali di Troina, di Lipari, di Mazara e, forse, di Agrigento) usato in pieno periodo di conquista (1061-1091), l’altro basilicale a tre navate (cattedrale di Catania) al quale si è ricorso a conquista consolidata (1092). Ampliamento il campo d’indagine alle esperienze architettoniche del Vecchio Continente di X e XI secolo, si è osservato che entrambi i modelli sono riconducibili alle esperienze architettoniche benedettine nordiche; in particolare, il modello a navata unica indicherebbe un legame diretto con la Normandia specie con l’area intorno a Rouen. Riguardo ai cantieri, le tecniche costruttive rintracciate in ogni edificio hanno indotto a supporre che l’esecuzione dei modelli importati dai paesi nordici in Sicilia venisse affidata a maestranze locali, per lo più di origine greca e magrebina, dando in tal modo inizio ad un processo di scambio interculturale e linguistico risolto fisicamente nelle architetture. Si è così giunti ad affermare che durante il periodo della Contea in Sicilia l’architettura era divenuta il simbolo tangibile dell’avanzata normanna sull’isola; pertanto, proprio nei cantieri di età comitale andrebbero ricercati quei caratteri sperimentativi che, in seguito ad un lungo processo di sviluppo, giunsero al pieno sincretismo nelle architetture del Regno.

(2020). Le prime cattedrali normanne in Sicilia. Architettura e archeologia tra XI e XII secolo.

Le prime cattedrali normanne in Sicilia. Architettura e archeologia tra XI e XII secolo

LINGUANTI, Fabio
2020-12-16

Abstract

Il progetto nasce dalla considerazione che l’attenzione scientifica verso la storia dell’architettura “normanna” di Sicilia si è focalizzata soprattutto sulle grandi architetture del periodo del Regno (1131-1196), ad esempio le cattedrali di Cefalù Palermo e Monreale, intese come la trasposizione materiale del sincretismo culturale che caratterizzava la società multietnica siciliana del secolo XII. In realtà questo sincretismo è però il punto d’arrivo di un percorso iniziato durante il periodo della Contea (1061-1131), grazie all’azione politica del Gran Conte di Ruggero I d’Altavilla. Lo scopo di questo lavoro è quindi approfondire la conoscenza delle architetture siciliane del tempo della Contea normanna, indagarne l’origine e gli aspetti caratterizzanti. A tal fine lo studio è stato concentrato sulle cattedrali commissionate da Ruggero I d’Altavilla - cattedrali di Troina, Lipari, Mazara del Vallo, Agrigento, Siracusa e Catania - ritenute essere gli edifici che più degli altri potevano avere veicolato i caratteri formali e costruttivi caratterizzanti i cantieri comitali di Sicilia. Tuttavia, al contrario delle cattedrali del Regno, quelle della Contea hanno subito nei secoli parecchi interventi che ne hanno alterato pesantemente il volto originario. A causa di ciò è stato necessario indagare gli edifici singolarmente per rintracciare in ognuno quanto riferibile al momento della loro fondazione. Presa conoscenza dello stato degli studi, le indagini sono state condotte con le metodologie tipiche delle discipline della storia dell’architettura e dell’archéologie du bâty, per approfondire la conoscenza di ogni singolo edificio sotto più punti di vista. Sono state quindi eseguite ricerche dirette (rilievo metrico, introspezione georadar, analisi stratigrafiche) e indirette (ricerca di fonti archivistiche e iconografiche) applicate seguendo la logica del “caso per caso”, ovvero a seconda delle esigenze presentate da ogni edificio in base alle conoscenze dedotte dallo stato degli studi. Isolate per ogni cattedrale le porzioni riconducibili al periodo normanno, i dati raccolti hanno permesso di sviluppare le ipotesi sull’aspetto originario di ogni edificio. Nel successivo processo di sintesi sono state confrontate le ipotesi elaborate e i risultati provenienti dallo studio delle pratiche cantieristiche. Escludendo il caso di Siracusa, riconversione in chiesa latina di una bizantina a sua volta rielaborata all’interno di un tempio greco, è emersa la presenza di due differenti modelli: uno a navata unica (cattedrali di Troina, di Lipari, di Mazara e, forse, di Agrigento) usato in pieno periodo di conquista (1061-1091), l’altro basilicale a tre navate (cattedrale di Catania) al quale si è ricorso a conquista consolidata (1092). Ampliamento il campo d’indagine alle esperienze architettoniche del Vecchio Continente di X e XI secolo, si è osservato che entrambi i modelli sono riconducibili alle esperienze architettoniche benedettine nordiche; in particolare, il modello a navata unica indicherebbe un legame diretto con la Normandia specie con l’area intorno a Rouen. Riguardo ai cantieri, le tecniche costruttive rintracciate in ogni edificio hanno indotto a supporre che l’esecuzione dei modelli importati dai paesi nordici in Sicilia venisse affidata a maestranze locali, per lo più di origine greca e magrebina, dando in tal modo inizio ad un processo di scambio interculturale e linguistico risolto fisicamente nelle architetture. Si è così giunti ad affermare che durante il periodo della Contea in Sicilia l’architettura era divenuta il simbolo tangibile dell’avanzata normanna sull’isola; pertanto, proprio nei cantieri di età comitale andrebbero ricercati quei caratteri sperimentativi che, in seguito ad un lungo processo di sviluppo, giunsero al pieno sincretismo nelle architetture del Regno.
architecture; archeology; normans; cathedrals; Sicily
Architettura; archeologia; cattedrali; normanni; Sicilia
(2020). Le prime cattedrali normanne in Sicilia. Architettura e archeologia tra XI e XII secolo.
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Tesi Dottorato F. LINGUANTI

embargo fino al 16/12/2022

Descrizione: Tesi
Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10447/501767
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