Il bullismo è uno dei problemi sociali e sanitari più rilevanti in ambito scolastico per i bambini e gli adolescenti di tutto il mondo. Dal 2007, il Ministero Italiano della Pubblica Istruzione (D.M. n°16 del 5 febbraio 2007) promuove attività per il contrasto e la prevenzione del fenomeno in scuole di ogni ordine e grado, ed allo stesso tempo le aziende sanitarie locali o provinciali dovrebbero farsi carico di una risposta socio-sanitaria efficace al problema. Nella città di Palermo, negli ultimi anni, sia alcune scuole che alcuni distretti sanitari hanno messo in atto attività ed interventi per cercare di contrastare il fenomeno in questione. La mancanza di un dato rilevato in maniera uniforme a livello regionale e provinciale e la radicalizzazione del problema rendono necessaria ed urgente una risposta strutturata valutabile in termini di efficacia in linea con l'obiettivo 2.3 del Piano Regionale di Prevenzione 2014/2018 (PRP Regione Siciliana - D.A. n.351 del 08/03/2016) che prevede, anche in tal senso, azioni per promuovere il benessere mentale nei bambini, adolescenti e giovani. Tale impostazione, tra l'altro, è condivisa dal Protocollo d'Intesa interistituzionale "Una nuova alleanza per la Salute dei bambini e dei giovani" siglato tra l'USR-Sicilia e l'Assessorato della Salute-DASOE (Decreto Assessorato della Salute del 17/06/2016). Negli ultimi decenni la problematica del bullismo tra bambini e adolescenti ha guadagnato sempre più interesse in sanità pubblica, catalizzando molti sforzi sia di ricerca che di azione. Per bullismo si intende un abuso sistematico di potere che si manifesta con intimidazione/forme di persecuzione fisica, verbale o psicologica, ripetute nel tempo, concepite ed agite con l'intenzionalità di causare paura, angoscia o danni alla vittima; perpetuata da una persona o da un gruppo di persone più forti e potenti nella relazione con la vittima (Farrington et al. D. P. 1993, Gredler et al., G. R. 2003). Intenzionalità, durata nel tempo e asimmetria nella relazione sono, quindi, le parole chiave nella definizione di bullismo. Le vittime sono selezionate per la loro condizione di diversità, che può essere rappresentata dall'obesità, dalla timidezza, dalle scarse competenze sociali, dall'identità sessuale, dall'etnia, dallo stato socio-economico, da disturbi dello spettro autistico, dislessia e differenze di simile natura. Il bullismo coinvolge un'importante percentuale di bambini in età scolare: secondo i dati ISTAT 2014, 2 ragazzi su 10 tra gli 11-17 anni hanno subito atti di bullismo due o più volte al mese, con una prevalenza maggiore per le ragazze (Istat, 2014). In Sicilia, il fenomeno del bullismo è oggetto di particolare attenzione, tanto che l'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia (USR) è stato tra i primi in Italia ad aver costituito un Osservatorio regionale,che ha prodotto strumenti operativi quali delle linee guida per la prevenzione del bullismo nelle scuole (Beckman L. et al. 2012). La prevalenza stimata di bambini tra gli 11 e i 15 anni che dichiara di aver subito almeno un atto di bullismo negli ultimi due mesi, in regione Sicilia, risulta essere del 14%, secondo gli ultimi dati disponibili della sorveglianza HBSC (2014) (Regione Sicilia. Osservatorio epidemiologico,2014). La letteratura scientifica dimostra una forte associazione tra l'essere stato vittima di bullismo e l'insorgenza di problematiche di salute mentale e fisica, sia a breve che a lungo termine ((Beckman L. et al. 2012 Gini, G. et al. 2009). Inoltre esiti di salute negativa si riscontrano anche per i bulli. Per questo, diversi programmi di prevenzione specifici, basati sul setting scolastico, sono stati creati ed attuati, a partire dal primo grande programma anti-bullismo su larga scala realizzato in Norvegia nel 1983 e perfezionato poi da Olweus nel 1991 (Olweus, D. 2001), che si dimostrò fin da subito di grande efficacia e che tuttora rappresenta il modello d'intervento di maggior successo. Una revisione sistematica (Ttofi, M. et al. 2011) di 44 programmi ha dimostrato come i programmi di prevenzione a scuola siano in grado di ridurre la prevalenza di bullismo, in media, del 20-23%. Obiettivo del progetto BIAS (Bullying In siciliAn School) vuole essere quello di valutare la prevalenza baseline dei fenomeni di bullismo nelle scuole siciliane, proporre un intervento preventivo evidence-based e adattato al contesto locale e infine di valutarne l'efficacia sul campo nel prevenire o ridurre i fenomeni di bullismo. Nel presente rapporto epidemiologico si riportano i risultati preliminari dello studio di prevalenza "pilota" in un campione di scuole nella città di Palermo, capoluogo di Regione e comune con il maggior numero di abitanti della Regione Siciliana. Obiettivi del lavoro sono per l'appunto la valutazione della prevalenza del bullismo in un campione di scuole nella città di Palermo, lo studio delle caratteristiche dei fenomeni di bullismo che si verificano in relazione alle differenti tipologie di scuola e la possibile applicabilità di metodi alternativi al "gold stardard" per la rilevazione della prevalenza del fenomeni di bullismo nelle scuole.

Marotta, C., Costantino, C., Bono, S., Arcidiacono, E., Cattaneo, C., Gambino, R., et al. (2018). Rilevazione della prevalenza del Bullismo in un campione di scuole di Palermo. Assessorato Salute Regione Sicliana.

Rilevazione della prevalenza del Bullismo in un campione di scuole di Palermo

Claudia Marotta;Claudio Costantino;Stefania Bono;Evelina Arcidiacono;Maurizio Gentile;Gianmarco Ventura;Walter Mazzucco;Alessandra Casuccio;Vincenzo Restivo
2018

Abstract

Il bullismo è uno dei problemi sociali e sanitari più rilevanti in ambito scolastico per i bambini e gli adolescenti di tutto il mondo. Dal 2007, il Ministero Italiano della Pubblica Istruzione (D.M. n°16 del 5 febbraio 2007) promuove attività per il contrasto e la prevenzione del fenomeno in scuole di ogni ordine e grado, ed allo stesso tempo le aziende sanitarie locali o provinciali dovrebbero farsi carico di una risposta socio-sanitaria efficace al problema. Nella città di Palermo, negli ultimi anni, sia alcune scuole che alcuni distretti sanitari hanno messo in atto attività ed interventi per cercare di contrastare il fenomeno in questione. La mancanza di un dato rilevato in maniera uniforme a livello regionale e provinciale e la radicalizzazione del problema rendono necessaria ed urgente una risposta strutturata valutabile in termini di efficacia in linea con l'obiettivo 2.3 del Piano Regionale di Prevenzione 2014/2018 (PRP Regione Siciliana - D.A. n.351 del 08/03/2016) che prevede, anche in tal senso, azioni per promuovere il benessere mentale nei bambini, adolescenti e giovani. Tale impostazione, tra l'altro, è condivisa dal Protocollo d'Intesa interistituzionale "Una nuova alleanza per la Salute dei bambini e dei giovani" siglato tra l'USR-Sicilia e l'Assessorato della Salute-DASOE (Decreto Assessorato della Salute del 17/06/2016). Negli ultimi decenni la problematica del bullismo tra bambini e adolescenti ha guadagnato sempre più interesse in sanità pubblica, catalizzando molti sforzi sia di ricerca che di azione. Per bullismo si intende un abuso sistematico di potere che si manifesta con intimidazione/forme di persecuzione fisica, verbale o psicologica, ripetute nel tempo, concepite ed agite con l'intenzionalità di causare paura, angoscia o danni alla vittima; perpetuata da una persona o da un gruppo di persone più forti e potenti nella relazione con la vittima (Farrington et al. D. P. 1993, Gredler et al., G. R. 2003). Intenzionalità, durata nel tempo e asimmetria nella relazione sono, quindi, le parole chiave nella definizione di bullismo. Le vittime sono selezionate per la loro condizione di diversità, che può essere rappresentata dall'obesità, dalla timidezza, dalle scarse competenze sociali, dall'identità sessuale, dall'etnia, dallo stato socio-economico, da disturbi dello spettro autistico, dislessia e differenze di simile natura. Il bullismo coinvolge un'importante percentuale di bambini in età scolare: secondo i dati ISTAT 2014, 2 ragazzi su 10 tra gli 11-17 anni hanno subito atti di bullismo due o più volte al mese, con una prevalenza maggiore per le ragazze (Istat, 2014). In Sicilia, il fenomeno del bullismo è oggetto di particolare attenzione, tanto che l'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia (USR) è stato tra i primi in Italia ad aver costituito un Osservatorio regionale,che ha prodotto strumenti operativi quali delle linee guida per la prevenzione del bullismo nelle scuole (Beckman L. et al. 2012). La prevalenza stimata di bambini tra gli 11 e i 15 anni che dichiara di aver subito almeno un atto di bullismo negli ultimi due mesi, in regione Sicilia, risulta essere del 14%, secondo gli ultimi dati disponibili della sorveglianza HBSC (2014) (Regione Sicilia. Osservatorio epidemiologico,2014). La letteratura scientifica dimostra una forte associazione tra l'essere stato vittima di bullismo e l'insorgenza di problematiche di salute mentale e fisica, sia a breve che a lungo termine ((Beckman L. et al. 2012 Gini, G. et al. 2009). Inoltre esiti di salute negativa si riscontrano anche per i bulli. Per questo, diversi programmi di prevenzione specifici, basati sul setting scolastico, sono stati creati ed attuati, a partire dal primo grande programma anti-bullismo su larga scala realizzato in Norvegia nel 1983 e perfezionato poi da Olweus nel 1991 (Olweus, D. 2001), che si dimostrò fin da subito di grande efficacia e che tuttora rappresenta il modello d'intervento di maggior successo. Una revisione sistematica (Ttofi, M. et al. 2011) di 44 programmi ha dimostrato come i programmi di prevenzione a scuola siano in grado di ridurre la prevalenza di bullismo, in media, del 20-23%. Obiettivo del progetto BIAS (Bullying In siciliAn School) vuole essere quello di valutare la prevalenza baseline dei fenomeni di bullismo nelle scuole siciliane, proporre un intervento preventivo evidence-based e adattato al contesto locale e infine di valutarne l'efficacia sul campo nel prevenire o ridurre i fenomeni di bullismo. Nel presente rapporto epidemiologico si riportano i risultati preliminari dello studio di prevalenza "pilota" in un campione di scuole nella città di Palermo, capoluogo di Regione e comune con il maggior numero di abitanti della Regione Siciliana. Obiettivi del lavoro sono per l'appunto la valutazione della prevalenza del bullismo in un campione di scuole nella città di Palermo, lo studio delle caratteristiche dei fenomeni di bullismo che si verificano in relazione alle differenti tipologie di scuola e la possibile applicabilità di metodi alternativi al "gold stardard" per la rilevazione della prevalenza del fenomeni di bullismo nelle scuole.
Settore MED/42 - Igiene Generale E Applicata
Marotta, C., Costantino, C., Bono, S., Arcidiacono, E., Cattaneo, C., Gambino, R., et al. (2018). Rilevazione della prevalenza del Bullismo in un campione di scuole di Palermo. Assessorato Salute Regione Sicliana.
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