Since the beginning architecture is a two-headed art as it is anchored on the field of the functional (see the functionalist drifts supported by the theorists of the Modernism in various forms) as well as on the field of the beautiful (which, in extreme cases, takes it to those forms of sculpture/architecture where the use destination annuls itself in the aesthetic experience). This issue of the “Rivista di Estetica” aims to account for the status of the contemporary debate, in the analytic and continental area, by focusing on the questions which nowadays society poses to architecture. New issues related to globalization, ecology, landscape and environmental protection require an interdisciplinary approach and, above all, the retrieval of an ethics of responsibility. If the contemporary technocratic society too often sets the reasons of the profit above those of ethics, aesthetics, culture and even life, it is perhaps possible, through a new dialogue with classics, with the great masters of the past, to rebuild paradigms which can refer architecture back to its thousand-year task: the material and symbolical elaboration of the vital space of man.

L’architettura, fin dalle origini è stata un’arte ancipite, ancorata tanto alla sfera dell’utile (con le sue derivazioni funzionaliste, propugnate in varia misura dai teorici del Movimento Moderno) tanto a quella del bello (che in casi estremi approda a quelle forme di architettura/scultura in cui la destinazione d’uso si annulla nell’esperienza estetica). Questo numero della “Rivista di estetica” vuole fare il punto sullo stato attuale del dibattito, in area analitica e continentale, mettendo a fuoco gli interrogativi che la società oggi pone all’architettura. Nuove problematiche legate alla globalizzazione, all’ecologia, al paesaggio e alla salvaguardia dell’ambiente, richiedono l’intervento di un approccio interdisciplinare e, soprattutto, del recupero di un’etica della responsabilità. Se l’odierna società tecnocratica troppo spesso antepone le ragioni del profitto a quelle etiche, estetiche, culturali o persino della vita, è forse possibile, attraverso un rinnovato confronto con i classici, con i grandi maestri del passato, ricostruire modelli di riferimento in grado di restituire l’architettura al suo compito millenario: l’elaborazione materiale e simbolica dello spazio vitale dell’uomo.

Di Stefano, E., Vitale, F. (2015). Architettura.

Architettura

DI STEFANO, Elisabetta;
2015-01-01

Abstract

L’architettura, fin dalle origini è stata un’arte ancipite, ancorata tanto alla sfera dell’utile (con le sue derivazioni funzionaliste, propugnate in varia misura dai teorici del Movimento Moderno) tanto a quella del bello (che in casi estremi approda a quelle forme di architettura/scultura in cui la destinazione d’uso si annulla nell’esperienza estetica). Questo numero della “Rivista di estetica” vuole fare il punto sullo stato attuale del dibattito, in area analitica e continentale, mettendo a fuoco gli interrogativi che la società oggi pone all’architettura. Nuove problematiche legate alla globalizzazione, all’ecologia, al paesaggio e alla salvaguardia dell’ambiente, richiedono l’intervento di un approccio interdisciplinare e, soprattutto, del recupero di un’etica della responsabilità. Se l’odierna società tecnocratica troppo spesso antepone le ragioni del profitto a quelle etiche, estetiche, culturali o persino della vita, è forse possibile, attraverso un rinnovato confronto con i classici, con i grandi maestri del passato, ricostruire modelli di riferimento in grado di restituire l’architettura al suo compito millenario: l’elaborazione materiale e simbolica dello spazio vitale dell’uomo.
Since the beginning architecture is a two-headed art as it is anchored on the field of the functional (see the functionalist drifts supported by the theorists of the Modernism in various forms) as well as on the field of the beautiful (which, in extreme cases, takes it to those forms of sculpture/architecture where the use destination annuls itself in the aesthetic experience). This issue of the “Rivista di Estetica” aims to account for the status of the contemporary debate, in the analytic and continental area, by focusing on the questions which nowadays society poses to architecture. New issues related to globalization, ecology, landscape and environmental protection require an interdisciplinary approach and, above all, the retrieval of an ethics of responsibility. If the contemporary technocratic society too often sets the reasons of the profit above those of ethics, aesthetics, culture and even life, it is perhaps possible, through a new dialogue with classics, with the great masters of the past, to rebuild paradigms which can refer architecture back to its thousand-year task: the material and symbolical elaboration of the vital space of man.
aesthetics, architecture, beauty, utility
estetica, architettura, bellezza, utilità.
9788878853744
Di Stefano, E., Vitale, F. (2015). Architettura.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Di Stefano & Vitale - Rivista di Estetica - Architettura.pdf

Solo gestori archvio

Descrizione: Curatela Rivista scientifica
Dimensione 3.92 MB
Formato Adobe PDF
3.92 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10447/129714
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact