The zooarchaeology analysis of the medieval town of Palermo, as here presented, is included within a corpus of of medieval anthropology and archeology studies that, since over a decade, have interested the historical center of the city. This research aspires to the reconstruction of human ecology during the Islamic rule of Sicily. The analysis moves from the faunal remains of three unpublished sites of the historical center of Palermo, the Gancia, Palazzo Bonagia and Via Imera, in a period included between the end of IX and the X century a.d., and comparatively analyzes remains coming from Sicilian rural centers, some of which can be dated up to the XV century. The analysis has shown some main phenomena which can give us indications about the variation of human behavior during this period. The strong increase of livestock and pastoralism transformed the productive basis, both in rural and in urban context; during Islamic time, in the city, daily nutrition was based on the consumption of the main domestic breeds (in order of frequency caprovines, cattle and poultry) by virtue of the fact that the prevalent economical activities were those connected to such animals; in rural centers, besides the above-written species, swine can be added. Swine, in fact, in spite of the low cost for their breeding and their prolificacy, were scarcely represented in the city due to the prohibition imposed by the holy text of the Muslims, the Qu’ran, of eating their meat, which was considered impure (nevertheless, the sporadical presence of swine in town, clearly indicates the variety and malleability in food behavior in a multi-ethnical ant multi-religious city such the Middle Age Palermo). For what concerns the wild species, instead, these seem to have a completely marginal role in the diet of the inhabitants of the urban center, perhaps due to their scarce weight in the economy, probably in relation with the increasing urbanization at the expense of what is uncultivated, while, in rural centers, these were more intensively exploited. Many evaluations have been made on the bones recovered by the various sites, about traces of butchering and traces related to disarticulation, actions which are connected to the recovery of meat, while those which are consequent to any activity of skinning are particularly rare. Yet, by the zooarcheologycal analysis, it was possible to detect peculiarities about the exploitation of bones and horns for the production of hand-made items of various type (tools, ornamental objects) and scraps of production. The morphological analysis has been flanked by the molecular study, which is mainly intended to give the definition of the present species. The main result is the clear discrimination among evidence from the Ovis/Capra group, with a massive presence of sheep compared with the goat, by defining that all the evidence analyzed (representative of the sample) are related to the genus Ovis. This molecular research allowed us, moreover, to investigate some aplotypical tracts, which are of the genus Ovis, that can be conferred to a brain-degenerative pathology known as scrapie, and to obtain some interesting results: all the samples which we analyzed resulted monomorphical for the aplotype ARR (alanin, arginin, arginin), differing from the modern genetics where ARQ is , at present time, the most common aplotype in Sicily. In the research some aspects pertinent to the paleoenvironment and the paleoeconomy of the inhabitants of the urban center of the city are highlighted, through the study of the human associated faunas and of their exploitation.

L’analisi archeozoologica della Palermo medioevale qui presentata si inserisce nell’ambito degli studi di antropologia e di archeologia medievale che da oltre un decennio stanno interessando il centro storico della città. Il presente studio mira alla ricostruzione dell’ecologia umana durante il periodo di islamizzazione della Sicilia e di Palermo, attraverso l’analisi dei resti faunistici di tre siti inediti del centro storico di Palermo, la Gancia, Palazzo Bonagia e Via Imera, in un periodo compreso tra la fine del IX e il X sec. d.C., e l’analisi comparativa di resti provenienti da centri rurali siciliani, alcuni di questi databili fino al XV secolo. L’analisi ha messo in evidenza alcuni fenomeni principali che possono dare indicazioni circa la variazione dei comportamenti umani in questo periodo. Il forte incremento dell’allevamento e della pastorizia, trasformò le basi produttive sia in ambito rurale che urbano; per il periodo islamico, in città, l’alimentazione era basata sul consumo delle principali specie domestiche (in ordine di frequenza caprovini, bovini e pollame) in virtù del fatto che le attività preponderanti erano quelle legate a tali animali, mentre nei centri rurali alle su indicate specie si aggiungono i suini. I maiali, infatti, pur potendo allevarli ad un basso costo di alimentazione e per la loro prolificità sono scarsamente rappresentati in città per il divieto imposto nel testo sacro dei musulmani, il Corano, di mangiare tale carne ritenuta impura (i suidi sono peraltro presenti, in modo sporadico, anche in città, ad indicare una varietà ed una duttilità nei comportamenti alimentari in una città multietnica e pluri-religiosa quale la Palermo medioevale). Per ciò che concerne le specie selvatiche, invece, esse sembrano svolgere un ruolo del tutto marginale nella dieta degli abitanti del centro urbano, forse per un loro scarso peso nell’economia probabilmente in relazione della crescente urbanizzazione a scapito dell’incolto, mentre, nei centri rurali, questi sono più intensamente sfruttati. Sulle ossa recuperate dai vari siti sono state effettuate valutazioni circa le tracce di macellazione e le tracce relative alla disarticolazione, azioni connesse al recupero della carne, mentre sono particolarmente rare quelle conseguenti ad attività di scuoiamento. Dall’analisi archeozoologica, ancora, è stato possibile rilevare particolarità sullo sfruttamento di ossa e corna per la produzione di oggetti lavorati di varia tipologia (strumenti, oggetti d’ornamento) e scarti di lavorazione. Contestualmente, all’analisi morfologica si è affiancato lo studio molecolare dei reperti antichi, volto principalmente alla precisa definizione delle specie presenti. Il risultato principale è la chiara discriminazione tra reperti del gruppo Ovis/Capra, con presenza preponderante della pecora rispetto alla capra, definendo che tutti i reperti urbani analizzati (rappresentativi del campione) sono relativi al genere Ovis. Questa ricerca molecolare ha permesso, a contorno, l’indagine di alcuni tratti aplotipici predisponenti attualmente Ovis, ad una patologia di degenerazione cerebrale nota come scrapie, ottenendo dei risultati interessanti: tutti i campioni analizzati erano monomorfici per l'aplotipo ARR (alanina, arginina, arginina) differendo dalla moderna genetica dove ARQ è attualmente l’aplotipo più comune in Sicilia. Nella ricerca vengono posti in risalto gli aspetti inerenti il paleoambiente e la paleoeconomia degli abitanti del centro urbano della città attraverso lo studio delle faune antropocore e della loro gestione da parte dell’uomo.

Arcoleo, .Indagini archeozoologiche della Palermo antica: la Gancia, Palazzo Bonagia e Via Imera..

Indagini archeozoologiche della Palermo antica: la Gancia, Palazzo Bonagia e Via Imera.

ARCOLEO, Letizia

Abstract

L’analisi archeozoologica della Palermo medioevale qui presentata si inserisce nell’ambito degli studi di antropologia e di archeologia medievale che da oltre un decennio stanno interessando il centro storico della città. Il presente studio mira alla ricostruzione dell’ecologia umana durante il periodo di islamizzazione della Sicilia e di Palermo, attraverso l’analisi dei resti faunistici di tre siti inediti del centro storico di Palermo, la Gancia, Palazzo Bonagia e Via Imera, in un periodo compreso tra la fine del IX e il X sec. d.C., e l’analisi comparativa di resti provenienti da centri rurali siciliani, alcuni di questi databili fino al XV secolo. L’analisi ha messo in evidenza alcuni fenomeni principali che possono dare indicazioni circa la variazione dei comportamenti umani in questo periodo. Il forte incremento dell’allevamento e della pastorizia, trasformò le basi produttive sia in ambito rurale che urbano; per il periodo islamico, in città, l’alimentazione era basata sul consumo delle principali specie domestiche (in ordine di frequenza caprovini, bovini e pollame) in virtù del fatto che le attività preponderanti erano quelle legate a tali animali, mentre nei centri rurali alle su indicate specie si aggiungono i suini. I maiali, infatti, pur potendo allevarli ad un basso costo di alimentazione e per la loro prolificità sono scarsamente rappresentati in città per il divieto imposto nel testo sacro dei musulmani, il Corano, di mangiare tale carne ritenuta impura (i suidi sono peraltro presenti, in modo sporadico, anche in città, ad indicare una varietà ed una duttilità nei comportamenti alimentari in una città multietnica e pluri-religiosa quale la Palermo medioevale). Per ciò che concerne le specie selvatiche, invece, esse sembrano svolgere un ruolo del tutto marginale nella dieta degli abitanti del centro urbano, forse per un loro scarso peso nell’economia probabilmente in relazione della crescente urbanizzazione a scapito dell’incolto, mentre, nei centri rurali, questi sono più intensamente sfruttati. Sulle ossa recuperate dai vari siti sono state effettuate valutazioni circa le tracce di macellazione e le tracce relative alla disarticolazione, azioni connesse al recupero della carne, mentre sono particolarmente rare quelle conseguenti ad attività di scuoiamento. Dall’analisi archeozoologica, ancora, è stato possibile rilevare particolarità sullo sfruttamento di ossa e corna per la produzione di oggetti lavorati di varia tipologia (strumenti, oggetti d’ornamento) e scarti di lavorazione. Contestualmente, all’analisi morfologica si è affiancato lo studio molecolare dei reperti antichi, volto principalmente alla precisa definizione delle specie presenti. Il risultato principale è la chiara discriminazione tra reperti del gruppo Ovis/Capra, con presenza preponderante della pecora rispetto alla capra, definendo che tutti i reperti urbani analizzati (rappresentativi del campione) sono relativi al genere Ovis. Questa ricerca molecolare ha permesso, a contorno, l’indagine di alcuni tratti aplotipici predisponenti attualmente Ovis, ad una patologia di degenerazione cerebrale nota come scrapie, ottenendo dei risultati interessanti: tutti i campioni analizzati erano monomorfici per l'aplotipo ARR (alanina, arginina, arginina) differendo dalla moderna genetica dove ARQ è attualmente l’aplotipo più comune in Sicilia. Nella ricerca vengono posti in risalto gli aspetti inerenti il paleoambiente e la paleoeconomia degli abitanti del centro urbano della città attraverso lo studio delle faune antropocore e della loro gestione da parte dell’uomo.
Islamism, faunal remains, Taphonomy, Paleoenvironment, Paleoeconomy, Ovis, Scrapie
Islamismo, resti faunistici, tafonomia, paleoambiente, paleoeconomia, Ovis, scrapie.
Arcoleo, .Indagini archeozoologiche della Palermo antica: la Gancia, Palazzo Bonagia e Via Imera..
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