PRESENTAZIONE DEL CASO, STORIA CLINICA E SINTOMATOLOGIA R, 8 anni, sesso femminile. Nulla di rilevante all’anamnesi fisiologica e patologica remota. Bimba in sovrappeso (BMI 24,65 Kg/m2). Familiarità per neoplasia tiroidea (zia materna), tiroidite di Hashimoto e per neoplasie di altri organi. Un mese prima, tonsillite essudativa trattata con terapia antibiotica; simultaneamente comparsa di tumefazione laterocervicale dx non dolente; insorgenza di dolore e progressivo incremento del volume della tumefazione per veniva condotta in PS; all’EO: aspetto non sofferente, tumefazione laterocervicale di consistenza parenchimatosa dura, mobile nei piani sopra e sottostanti; linfoadenopatie multiple in sede laterocervicale bilateralmente;non epatosplenomegalia; all’ecografia del collo, formazioni ovalariformi disomogeneamente iperecogene, riccamente vascolarizzate (d.max 3x2cm); si disponeva ricovero c/o altra UO. IPOTESI DIAGNOSTICHE Linfoadenopatia reattiva-linfoma-patologia tiroidea (tiroidite? neoplasia?). INDAGINI DI I E II LIVELLO Nel sospetto di linfoadenopatia reattiva venivano eseguiti emocromo, indici di flogosi, tampone per SBEA, TAS, Ig per Bartonella, EBV, CMV, Mycoplasma, Adenovirus; si praticava terapia con claritromicina ed ibuprofene per 10 giorni; dato il persistere della sintomatologia e la negatività degli esami precedentemente citati, nel sospetto di malattia linfomatosa si eseguiva TAC-collo con evidenza di formazioni solide iperdense a livello della giugulare esterna (36x23 mm) e in regione paratiroidea bilateralmente (dmax 30 mm); linfoadenopatie laterocervicali diffuse, trachea improntata a dx e presenza di nodulo tiroideo nel lobo dx di circa 6 mm; immagine confermata dall’ecografia dove il nodulo appariva isoecogeno con orletto ipoecogeno. Venivano dunque eseguiti esami di funzionalità tiroidea con riscontro di TSH inferiore ai limiti di norma (0,041mg/dl), FT3-FT4 nei limiti, tireoglobulina elevata (7000ng/L), aumento di abTg (214Iu/ml). Calcitonina e anticorpi anti recettore-TSH nella norma. Si procedeva a esecuzione di biopsia linfonodale. Dopo asportazione linfonodale, riduzione della tireoglobulina (5000ng/L) DIAGNOSI ED EVENTUALE TERAPIA Alla luce dei valori di TSH quasi soppressi, seppur senza sintomatologia da ipertiroidismo, si iniziava terapia con metimazolo. All’esame istologico diagnosi di carcinoma tiroideo papillare; per volontà genitoriale, R. veniva condotta c/o Altro centro per il prosieguo della stadiazione ed intervento di tireodectomia. Segnaliamo questo caso per la rarità d’incidenza di carcinoma tiroideo in età pediatrica (incidenza: 0,5 casi/100000/anno) e per la necessità di considerarlo nella diagnosi differenziale di linfoadenopatia. L’associazione tra tiroidite e carcinoma tiroideo risulta essere frequente, è invece molto rara l’associazione con ipertiroidismo. Nel caso riportato, data la familiarità per neoplasie tiroidee potrebbe essere utile eseguire indagine genetica per gene BRAF.

Luigi Campa, F.M. (2019). CASO CLINICO: CARCINOMA TIROIDEO ASSOCIATO A IPERTIROIDISMO IN ETÀ PEDIATRICA: UNA RARA ASSOCIAZIONE. In XXII Congresso Nazionale SIEDP - Atti del Congresso (pp. 249-249).

CASO CLINICO: CARCINOMA TIROIDEO ASSOCIATO A IPERTIROIDISMO IN ETÀ PEDIATRICA: UNA RARA ASSOCIAZIONE

Luigi Campa;Flavia Mulè;Maria Cristina Maggio;Giovanni Corsello;
2019-01-01

Abstract

PRESENTAZIONE DEL CASO, STORIA CLINICA E SINTOMATOLOGIA R, 8 anni, sesso femminile. Nulla di rilevante all’anamnesi fisiologica e patologica remota. Bimba in sovrappeso (BMI 24,65 Kg/m2). Familiarità per neoplasia tiroidea (zia materna), tiroidite di Hashimoto e per neoplasie di altri organi. Un mese prima, tonsillite essudativa trattata con terapia antibiotica; simultaneamente comparsa di tumefazione laterocervicale dx non dolente; insorgenza di dolore e progressivo incremento del volume della tumefazione per veniva condotta in PS; all’EO: aspetto non sofferente, tumefazione laterocervicale di consistenza parenchimatosa dura, mobile nei piani sopra e sottostanti; linfoadenopatie multiple in sede laterocervicale bilateralmente;non epatosplenomegalia; all’ecografia del collo, formazioni ovalariformi disomogeneamente iperecogene, riccamente vascolarizzate (d.max 3x2cm); si disponeva ricovero c/o altra UO. IPOTESI DIAGNOSTICHE Linfoadenopatia reattiva-linfoma-patologia tiroidea (tiroidite? neoplasia?). INDAGINI DI I E II LIVELLO Nel sospetto di linfoadenopatia reattiva venivano eseguiti emocromo, indici di flogosi, tampone per SBEA, TAS, Ig per Bartonella, EBV, CMV, Mycoplasma, Adenovirus; si praticava terapia con claritromicina ed ibuprofene per 10 giorni; dato il persistere della sintomatologia e la negatività degli esami precedentemente citati, nel sospetto di malattia linfomatosa si eseguiva TAC-collo con evidenza di formazioni solide iperdense a livello della giugulare esterna (36x23 mm) e in regione paratiroidea bilateralmente (dmax 30 mm); linfoadenopatie laterocervicali diffuse, trachea improntata a dx e presenza di nodulo tiroideo nel lobo dx di circa 6 mm; immagine confermata dall’ecografia dove il nodulo appariva isoecogeno con orletto ipoecogeno. Venivano dunque eseguiti esami di funzionalità tiroidea con riscontro di TSH inferiore ai limiti di norma (0,041mg/dl), FT3-FT4 nei limiti, tireoglobulina elevata (7000ng/L), aumento di abTg (214Iu/ml). Calcitonina e anticorpi anti recettore-TSH nella norma. Si procedeva a esecuzione di biopsia linfonodale. Dopo asportazione linfonodale, riduzione della tireoglobulina (5000ng/L) DIAGNOSI ED EVENTUALE TERAPIA Alla luce dei valori di TSH quasi soppressi, seppur senza sintomatologia da ipertiroidismo, si iniziava terapia con metimazolo. All’esame istologico diagnosi di carcinoma tiroideo papillare; per volontà genitoriale, R. veniva condotta c/o Altro centro per il prosieguo della stadiazione ed intervento di tireodectomia. Segnaliamo questo caso per la rarità d’incidenza di carcinoma tiroideo in età pediatrica (incidenza: 0,5 casi/100000/anno) e per la necessità di considerarlo nella diagnosi differenziale di linfoadenopatia. L’associazione tra tiroidite e carcinoma tiroideo risulta essere frequente, è invece molto rara l’associazione con ipertiroidismo. Nel caso riportato, data la familiarità per neoplasie tiroidee potrebbe essere utile eseguire indagine genetica per gene BRAF.
2019
Luigi Campa, F.M. (2019). CASO CLINICO: CARCINOMA TIROIDEO ASSOCIATO A IPERTIROIDISMO IN ETÀ PEDIATRICA: UNA RARA ASSOCIAZIONE. In XXII Congresso Nazionale SIEDP - Atti del Congresso (pp. 249-249).
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